Un sogno, coltivato fin dal Giubileo della Misericordia, è diventato realtà. Sabato pomeriggio (13 gennaio 2018), a Tor San Lorenzo di Ardea, è stata inaugurata la prima Casa d'accoglienza per i papà separati della Diocesi di Albano. Intitolata a monsignor Dante Bernini, la struttura è stata aperta con un taglio del nastro alla presenza di monsignor Marcello Semeraro - Vescovo di Albano -, del sindaco di Ardea Mario Savarese, di Suor Aminta Sarmiento Puentes (Superiora generale delle suore di Gesù Buon Pastore), di don Gabriele D'Annibale (direttore della Caritas diocesana), di Luciana Mandolini (responsabile della struttura) e di innumerevoli autorità civili, religiose e militari, fra cui Massimiliano Gobbi (coordinatore nazionale Adiantum) e Roberta Piergotti (presidente della delegazione Adiantum di Ardea), ma anche l'ex sindaco di Ardea Luca Di Fiori, che aveva curato - per la parte comunale - l'avvio del progetto insieme alla Diocesi.

Il vescovo, che ha chiaramente benedetto la struttura, spiegando che la disponibilità data dalle suore "Pastorelle" nel concedere gratuitamente la struttura è stata una vera manna. «Ringrazio l'amministrazione comunale e la Asl - ha affermato il vescovo nel suo intervento -. Vogliamo cercare di far vivere in maniera decorosa questi papà che si trovano in situazione di separazione e divorzio. Tra l'altro, anche Papa Francesco mi ha incoraggiato nel portare avanti questa iniziativa, quando gliene ho parlato in un colloquio privato». Dal canto suo, il sindaco Mario Savarese si è detto commosso per l'invito a partecipare ricevuto: «Sono sensibile a questa iniziativa - ha aggiunto - i deboli non sono distinti per genere». Don Gabriele D'Annibale, invece, ha ringraziato tutti coloro che hanno sostenuto il progetto ma soprattutto «i volontari che hanno a che fare con la carne sofferente di Cristo». Infine, la testimonianza di due papà, futuri ospiti: «È un'occasione per poter rialzare la testa: questo posto ci aiuterà a riabbracciare i nostri figli».

La struttura, che è stata realizzata grazie ai fondi per l'8Xmille alla Chiesa cattolica nell'ambito del progetto "Per essere ancora Papà", ospiterà in totale 14 papà separati, con alcuni di questi che già da oggi (15 gennaio) sono presenti nella struttura di via dei Cavalli Marini 38. Gli ospiti avranno a disposizione oltre venti stanze e spazi per le riunioni e le attività e uno sbocco sulla spiaggia: il tutto per far sì che i papà separati possano vivere in modo dignitoso e, in attesa di una soluzione abitativa, incontrare in modo adeguato i propri figli.

«Si tratta di una iniziativa per la genitorialità importante - ha dichiarato, dopo l'evento, Massimiliano Gobbi, coordinatore nazionale di Adiantum, Associazione di Aderenti Nazionali per la Tutela dei Minori - Un lavoro durato anni che finalmente si realizza grazie al vescovo Semeraro, alla Caritas, alle Suore di Gesù Buon Pastore, alle associazioni di volontariato e alle amministrazioni di Ardea e Anzio. Un ringraziamento particolare lo meritano anche gli ex assessori Riccardo Iotti di Ardea e Roberta Cafà di Anzio, entrambi hanno dimostrato di avere a cuore l'iniziativa, a nome di tutti li ringrazio. Come Adiantum abbiamo fin da subito sponsorizzato il progetto e collaboreremo per la buona riuscita»

Durante l'evento, anche l'attuale assessore ai Servizi sociali di Anzio, Maria Pia Baldo, ha rivolto un pensiero per l'iniziativa, annunciando il sostegno del Lions Club di Anzio e Nettuno.

Qualche dato generale

In Italia, ma anche in Europa, divorzi e separazioni sono ormai (e purtroppo) all'ordine del giorno. E, drammaticamente, sono i papà, spesso, a patire di più per il distacco familiare. Basti pensare che la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo si è pronunciata condannando l'Italia in quanto "non assicura i diritti dei padri separati".Il riferimento primario è alla disparità di trattamento per quanto riguarda l'affidamento dei figli e la possibilità dei padri di passare del tempo con loro, ma si parla anche dell'aspetto economico, troppo spesso sottovalutato. 

I recenti dati Istat riguardanti le "Separazioni e i Divorzi in Italia" sono una vera e propria scure per i papà. Nonostante in Italia sia in vigore la legge sull'affidamento condiviso dei figli minori tra i due coniugi e il sostentamento economico dei figli in misura proporzionale al reddito, i recenti dati pubblicati dall'Istat il 14 novembre 2016 raccontano un'altra verità che condanna la categoria maschile. Ecco qualche esempio:

- La quota di affidamenti concessi al padre continua a rimanere su livelli molto bassi. Le separazioni con i figli in affido condiviso sono state l'89% contro l'8,9% di quelle con i figli affidati esclusivamente alla madre (dato in aumento rispetto agli anni precedenti);

- Nella quasi totalità dei casi (94,1%) è il padre a versare gli assegni di mantenimento. Gli assegni di mantenimento solo per i figli vengono corrisposti nel 33,9% delle separazioni, gli assegni al coniuge con quelli ai figli sono il 10,5%, mentre raddoppia (21,3%) nelle separazioni con figli minori, l'assegno solo per il coniuge è del 10,1%. L'Ammontare medio dell'assegno per il mantenimento dei figli risulta essere di € 485,43.

- Gli assegni di mantenimento solo per i figli vengono corrisposti nel 33,9% delle separazioni, gli assegni al coniuge e figli sono il 10,5%. Tale dato raddoppia (21,3%) nelle separazioni con figli minori, l'assegno solo per il coniuge è del 10,1%. L'Ammontare medio dell'assegno per il mantenimento dei figli risulta essere di € 485,43 .

- Nel 60,0% delle separazioni la casa è stata assegnata alla moglie (dato in aumento rispetto agli anni precedenti). Tale indicatore, nel 2015, raggiunge il 69% per le madri con almeno un figlio minorenne.

Tra l'altro, un'inchiesta di qualche anno fa ha rivelato un dato paradossale: il 19% dei padri separati versa un mantenimento per i figli non più minorenni, il 6% addirittura versa un mantenimento a figli di età superiore ai 30 anni. Dai dati si evince che in caso di divorzio "la casa segue i figli", e questo vuol dire che la casa di proprietà condivisa va alla madre, con il padre sfrattato da un giorno all'altro. 

Allarmanti anche i dati della Caritas italiana sulla povertà. Dopo la rottura dei rapporti coniugali, tanti sono i papà a chiede aiuto e dichiarare di non riuscire a provvedere all'acquisto dei beni di prima necessità. Molte sono le conseguenze della separazione. Aumenta il ricorso ai servizi socio-assistenziali del territorio come anche la crescita di disturbi psicosomatici. Molti di loro accusa un più alto numero di sintomi rispetto alla pre-separazione. Inoltre, la separazione incide negativamente nel rapporto padri-figli. Molti dei padri rispetto alle donne riconosce un cambiamento importante a seguito della separazione; tra i padri che riconoscono un cambiamento peggiorativo nella qualità dei rapporti, le madri, al contrario, riconoscono per lo più un miglioramento. Gli elementi che rendono particolarmente insoddisfatti i padri nel rapporto con i figli sono: la frequenza di incontro, gli spazi di vita e i luoghi di incontro, il tempo da dedicare alla relazione, la possibilità di partecipare a momenti importanti quali compleanni, ricorrenze, feste. Sono quasi tutte di nazionalità italiana le richieste di aiuto. Tra i separati/divorziati che si sono rivolti ai centri di ascolto della Caritas la gran parte è di nazionalità italiana. Molti sono coinvolti in separazioni legali, in separazioni di fatto e in procedimenti di divorzio. Dei procedimenti di divorzio quasi la totalità risulta ormai anche conclusa. Due terzi ha figli minorenni da mantenere.