Sembrano netturbini a tutti gli effetti: hanno la divisa, le scarpe antifortunistica, il sacco per raccogliere i rifiuti e un rastrello. Girano a piedi per le strade del centro e nella zona del litorale, per pulire le strade. Sono alcuni dei migranti accolti nel centro di accoglienza straordinaria gestito dall'associazione "La Ginestra". Quindici in tutto, per questa prima tranche di sei mesi di attività di volontariato prevista dal recente protocollo firmato tra il Comune di Fondi, la prefettura e gli enti che operano nei Cas. Il progetto, annunciato nei giorni scorsi, si chiama "Strade pulite". Trenta in tutto i richiedenti asilo coinvolti, divisi in due semestri. A gestirli, un tutor dell'associazione e un tutor del Comune, assistente sociale. Ne abbiamo parlato con la coordinatrice de "La Ginestra", Oceania Pannone, che ha spiegato un po' in cosa consiste questo coinvolgimento attivo degli ospiti del Cas nelle attività della città. «È il frutto di un protocollo a più livelli che consente a questi ragazzi di rendersi utili per la comunità che li accoglie, e in questo modo integrarsi. I ragazzi sono particolarmente contenti». Una media di 25 anni, la voglia di affiancare alle attività didattiche che si svolgono nel Cas, anche un lavoro vero e proprio, a titolo completamente gratuito. E questo è un altro punto su cui non c'è mai abbastanza chiarezza: «I richiedenti asilo non ricevono alcun compenso per queste attività. L'associazione ha aperto a proprie spese una copertura assicurativa - continua Pannone -. Ma non è prevista alcuna retribuzione». Il loro lavoro sarà stabilito in base alle reali esigenze del territorio, indicate dal Comune. Il litorale spesso e volentieri di inverno presenta criticità per la presenza di numerosi rifiuti anche sulla spiaggia. sE poi, le strade del centro. «Tutto questo è affiancato dalle attività ordinarie che "La Ginestra" svolge nel Cas» prosegue la coordinatrice. «Studiano l'italiano sia nel centro che con la collaborazione dei Cta, fanno attività di cineforum, escursioni del territorio, insegnamo loro a presentare un curriculum vitae e ora per le donne stiamo preparando corsi di cucina». Un altro gruppo di tre, è invece ad affiancare gli educatori del centro diurno "L'allega brigata". «Il lavoro - conclude Pannone - è lo strumento per integrare questi ragazzi nel territorio per il tempo necessario alle pratiche per la richiesta di asilo. Poi, prenderanno la loro strada».