Qualcosa non quadra negli accertamenti disposti dal Comune sulla tassa dei rifiuti non pagata dai cittadini negli anni passati. Lunedì scorso l'ufficio tributi è stato preso d'assalto dagli utenti, raggiunti da avvisi di accertamento che non sarebbero corretti. Si tratta di somme relative al 2012 e al 2013, proprio gli anni oggetto di verifica. Secondo alcuni utenti sentiti al telefono che si sono interfacciati con gli uffici ieri mattina, il problema sarebbe dovuto ad un'acquisizione incompleta dei dati da parte della ditta a cui è stato affidato l'accertamento, l'Ica srl. Ieri l'ufficio tributi ha aperto con una mezz'ora di anticipo per smaltire le richieste di chiarimento.

Ma le stranezze sugli accertamenti avviati dal Comune col supporto di Ica srl sono anche altri. Quelli, ad esempio, scritti in una determina, la 1734, che ratifica l'accertamento in bilancio di entrate provenienti da Imu 2012 e 2013, Tia 2011 e 2012, Tares 2013. Se per l'Imu si individuano tutti gli avvisi distinguendoli per anno e per stato (emessi, annullati, rettificati, sospesi), per gli avvisi relativi alla liquidazione Tia 2011-2012 e la Tares 2013 viene indicato un unico importo di 612 mila euro circa, per 9.638 avvisi emessi. La prima cosa che balza all'occhio, è proprio la data del 2011. Se non si ricorda male, quell'anno la riscossione della Tia era ancora affidata alla Terracina Ambiente, insieme all'intera gestione del servizio di nettezza urbana. Solo nel 2012, e in particolare a giugno, con una delibera di Consiglio comunale, si votò per il ritorno alla gestione diretta delle fasi di accertamento e riscossione della Tia. Dunque o il Comune ha commesso un errore materiale a indicare l'anno 2011, oppure c'è da capire come farebbe il Comune a riscuotere somme che dovrebbero finire nelle casse della spa fallita.

Altro aspetto peculiare è rappresentato dalla somma accertata. Soli 612 mila euro in tre anni. Starebbe a significare che in quegli anni il Comune ha riscosso - caso più unico che raro - quasi il 100% della tassa sui rifiuti, la stessa che ogni anno costringe ad accantonare somme tra i crediti di dubbia esigibilità, a causa dell'alto numero di utenti non pagatori. Aspetti che andranno chiariti. E che sicuramente avranno una spiegazione plausibile. Di certo quegli anni non sono stati semplici: con il passaggio da Tarsu a Tia e poi a Tares, le sentenze sui rimborsi Iva, il Comune che si riprende il servizio di riscossione, c'è il rischio che qualcosa sia sfuggito. Forse più di qualcosa.