Il carcere come luogo di incontro tra fedi religiose diverse. E la prova arriva da un incontro di preghiera organizzato presso la casa circondariale di Latina e al quale hanno partecipato il Vescovo, Monsignor, Mariano Crociata, e il pastore valdese, Emanuele Fiume, e circa cento persone tra detenuti ed operatori della struttura. Mariangela Petricola, direttrice dell'Ufficio diocesano per il Dialogo ecumenico e interreligioso, ha spiegato il senso di questa iniziativa: «È la prima volta che si offre la possibilità ai detenuti di vivere un momento di comunione fraterna attraverso una preghiera che richiama all'unità dei credenti in Cristo, che per loro assume un valore altamente simbolico di condivisione e solidarietà in un momento della vita che segna la propria fragilità e vulnerabilità. I cristiani si trovano a convivere con detenuti di numerose nazionalità e quindi anche di diverse religioni. La preghiera invita a saper trovare nell'altro ciò che unisce piuttosto di ciò che divide. Il carcere diventa così un importante laboratorio di dialogo».