Sul fronte della trasparenza, nel corso del 2017, il Comune di San Felice Circeo non si è distinto per particolari meriti. Anzi, tutt'altro. Questo quantomeno è quello che emerge dalla relazione redatta dal responsabile dell'anticorruzione, cioè il segretario generale.
Le prime critiche riguardano proprio il piano di prevenzione redatto dal precedente segretario e approvato dalla precedente amministrazione. Lo stesso – scrive il responsabile – è stato realizzato «sulla falsa riga» di quello del Comune di Castellammare di Stabia. Un ente locale che – a differenza di San Felice – ha dirigenti. «A far data da agosto – si legge nella relazione -, il responsabile per la prevenzione della corruzione ha adottato varie direttive, a seguito di controlli interni, proprio per porre rimedio, nel breve tempo, a una serie di criticità rilevate sul piano della trasparenza, sulla redazione degli atti, sull'applicazione delle nuove normative entrate in vigore».
In primo luogo viene rilevata la carenza di personale rispetto al quantitativo di servizi da dover offrire, specie nel periodo estivo. Ma anche sui dipendenti il giudizio non è di lode. Si parla infatti di «scarsa sensibilità del personale ad aggiornarsi per effetto dell'elevata anzianità di servizio». E poi, sotto la voce relativa agli aspetti critici, il segretario aggiunge altre problematiche. Mancano le risorse finanziarie per la formazione, non c'è stabilità per quanto concerne alcuni profili apicali (Urbanistica, Edilizia, Patrimonio e settore Tecnico-contabile). Di recente l'amministrazione comunale ha attivato le pratiche per la nomina di un nuovo professionista, un ingegnere, cui affidare il settore dell'Urbanistica. A distanza di qualche mese, però, un dietrofront. All'ingegner Cerbara sono stati infatti assegnati il Suap (Sportello unico attività produttive) limitatamente alle attività amministrative, la polizia locale, la protezione civile, la tutela ambientale e il patrimonio. L'Urbanistica, invece, è tornata ad interim all'ingegner Matacchioni.
Nella relazione dell'anticorruzione, però, balza agli occhi soprattutto un'altra affermazione: «Scarsa cultura delle buone pratiche amministrative: predisposizione di atti amministrativi senza un'accurata motivazione».
Criticità, dunque, che ora dovranno essere affrontate e risolte. Il risultato lo si leggerà nella relazione del 2018.