Se alla porta bussa l'Università di Roma "La Sapienza" è possibile - e anche comprensibile - che le carte possano rimescolarsi. Anche se l'ex tribunale da anni ormai è destinato ad ospitare gli uffici comunali, cosa solo in parte avvenuta con il trasferimento del comando di polizia locale. Sì, perché si può declinare la generica proposta di farci una casa della cultura, nell'ex tribunale, ma non quella, ben più concreta, di allestire all'interno di questo grande edificio, di fatto il migliore tra quelli di proprietà del Comune, un'aula per tenere le lezioni del corso di laurea in Infermieristica, e soprattutto «per le future lezioni del corso di laurea in Medicina». Così recita la delibera approvata dalla giunta comunale, ricalcando la richiesta fatta pervenire dall'Università "La Sapienza", Facoltà di Farmacia e Medicina. Insomma, dire di no sarebbe stato un sacrilegio.

D'altra parte, è tutt'altro che assurdo che una facoltà del Polo universitario pontino impiantata ormai da anni nell'ospedale "Fiorini", abbia puntato uno spazio così prestante: attrezzato, ben riscaldato, ampio, luminoso. Un edificio moderno che solo il Comune poteva ignorare e lasciare vuoto per così tanti anni. All'Università, attraverso apposita convenzione, viene concessa l'aula delle udienze del Giudice di pace. Con l'aggiunta - messa nero su bianco - che «detto locale potrebbe anche diventare l'Aula Magna del Polo Universitario Pontino di Terracina». Perché le parole hanno un peso. E se c'è una cosa a cui badare, è far star comoda l'univesità fintanto che questa decide di stare in città.

Ci sarà modo, poi di avviare «forme di collaborazione per attività scientifico-culturali e formative», come recita il protocollo, e di destinare quell'aula a «anche per costituire un punto di incontro per eventi culturali in ambito medico-sanitario, con un importante ritorno di immagine a vantaggio del prestigio culturale della città». L'accordo durerà due anni. E hai visto mai che, con tutti i centri congressi che il Comune deve ottenere qua e là, alla fine un centro congressi, inaspettato, c'era.