Sono un prodotto dell'era commissariale, figure che dovevano aiutare gli agenti della polizia locale notoriamente sotto organico, a contrastare gli illeciti ambientali. Bene, gli ausiliari ambientali voluti dal commissario Antonietta Orlando nel 2016 si sono dissolti come neve al sole. Pochi, pochissimi quelli rimasti dei nove tra dipendenti comunali e membri di associazioni ambientaliste che avevano dato la disponibilità a partecipare al corso di formazione per acquisire competenze e affrontare così al meglio un compito non facile: quello di controllare i comportamenti di cittadini e attività commerciali in materia di conferimento e smaltimento di rifiuti. Lavoro non facile, che infatti hanno fatto in pochi, alla fine. Dei nove selezionati col superamento del corso, secondo i bene informati addetti ai lavori, ne sarebbero rimasti tre. Gli altri, per i motivi più disparati, hanno ripiegato.

Il regolamento prevedeva che a partecipare potessero essere soltanto dipendenti comunali o membri di associazioni ambientaliste riconosciute, coloro, cioè, che potevano essere autorizzati a svolgere il ruolo di pubblici ufficiali in materia di sanzioni. In alternativa, lavoratori della ditta dei rifiuti. Il corso serviva proprio a formarli, e fu infatti una sorpresa vedere come ci fu l'adesione. Tanto che il Comune pagò un corso di formazione privato presso ditta accreditata di 15 ore, alla "Ambiente Rosa Consulenze ambientali", dell'avvocato Rosa Bertozzi. Circa 3 mila euro per formare questi nuovi ausiliari ambientali. Ma non solo. Furono acquistate anche 10 pettorine che, da regolamento, dovevano servire ai dipendenti. Per altri 378 euro circa. Dopo un paio d'anni, ci si ritrova con gli ausiliari ambientali "ridotti". Due terzi del gruppo, si è dissolta. Qualche dipendente comunale, viste le carenze d'organico che dilaniano tutti i settori, è passato a fare altro; i membri delle associazioni (uno proveniente da Terracina, uno da Itri) non è che si siano fatti granché vivi, dicono. E allora? Qualcosa si è fatto. In pochi, quei pochi che hanno resistito tra i dipendenti, hanno lavorato in sinergia con la polizia locale. Ma la domanda resta: perché impegnare il Comune a spendere soldi se poi non si possono mantenere gli impegni? Non era meglio, a questo punto, reclutare tutte figure provenienti dall'ambientalismo e controllarne l'operato?