Ristoranti, camping, locali e immobili concessi a suo tempo a privati dal Comune di Sabaudia. L'Ente ora, dopo una serie di problemi, è intenzionato a ripristinare il possesso e a recuperare i canoni non versati. In qualche caso si parla anche di accertamenti urbanistici. È quanto si legge nel piano triennale delle valorizzazioni e delle alienazioni recentemente approvato dalla Giunta Gervasi, in cui vengono elencati anche parecchi immobili, alcuni dei quali anche in condizioni manutentive non proprio ottimali, da affidare a terzi previo bando di gara. In cambio, il Comune ne otterrebbe in primo luogo l'esecuzione di lavori di manutenzione, poi anche il pagamento di un canone di affitto.
Edifici sotto la lente
In più di qualche caso, il Comune di Sabaudia è intenzionato a regolarizzare delle situazioni rimaste in sospeso da troppo tempo. Ecco che si parla quindi anche di certi ristoranti e camping situati sul lungomare delle dune. Si fa esplicitamente riferimento a una delibera di Giunta del 2013 per ribadire la necessità di effettuare dei controlli in merito alla regolarità dei fabbricati, quindi sotto il profilo urbanistico. Dopodiché si menzionano il ripristino del possesso dell'immobile in capo al Comune e il recupero dei canoni di concessione non versati e già richiesti dall'ufficio Patrimonio anche con diffide e atti di messa in mora. Nell'elenco, non c'è solo il lungomare, ma anche la ex farmacia di Borgo Vodice. Differente invece il discorso dell'edificio di via Zara concesso gratuitamente al Gal. Qui il Comune punta a un accordo per il rimborso delle quote associative. Poi, «vista la non funzionalità del Gal», dopo il ripristino del possesso del bene si penserà alla possibilità di concederlo in locazione a un canone da determinarsi.
Un degrado da contrastare
Che ne sarà invece di buona parte del patrimonio che oggi versa nel degrado? Si punta alla riqualificazione, a patto che si trovi qualcuno interessato a farsene carico. Per l'area di via Arezzo si parla anche di un progetto di finanza. Le proposte progettuali da reperire devono essere «sempre riconducibili ad attività sportive» anche diverse rispetto a quelle fino ad ora svolte nell'immobile. Per l'ex Spes, sede un tempo della milizia portuaria, le idee sono (almeno nel piano) meno chiare. L'edificio versa nel degrado ed è stato a lungo preso di mira dai senzatetto, tanto da portare l'Ente a murarne gli ingressi. Il primo piano è parzialmente crollato e occorre urgentemente pensare al recupero. In merito, si precisa che saranno valutari «specifici progetti di miglioramento delle strutture». Un intervento che molto probabilmente richiederà un importante sforzo economico.