L'ex aula del giudice di Pace diventerà una dignitosa e attrezzata aula per la facoltà di Medicina dell'Università "La Sapienza". È stato firmato ieri dal sindaco Nicola Procaccini e il primario di Chirurgia, il professor Alessandro De Cesare, il protocollo d'intesa mirato a rilanciare il ruolo dell'Università nella città del Tempio di Giove. Porte aperte, dunque, come peraltro fatto in questi anni, agli studenti. Stavolta, si spera, con spazi adeguati. Che non sono affatto scontati. Nel corso degli anni, gli allievi de "La Sapienza" si sono abituati a tenere lezioni ovunque: nella migliore delle ipotesi, nell'aula dell'ospedale "Fiorini", nella peggiore in stanze pubbliche trovate all'ultimo minuto, come il convento di San Domenico, villa Tomassini e, in un caso che risale a diversi anni fa, anche in uno spazio del cimitero di via Anxur.

Con l'aula dell'ex tribunale, si fornisce dunque una soluzione definitiva. Il professor Gianfranco Raimondi, presidente del corso di Scienze Infermieristiche e docente universitario, ha già assicurato una serie di master e seminari, dalla dialisi all'infermieristica, fino a quello sull'esercizio muscolare. L'aula sarà intitolata ad Anna e Laura L'Aurora, due sorelle scomparse l'una a distanza di pochi mesi dall'altra anni fa e che grazie ai coraggiosi genitori sono diventate, attraverso un'associazione che prende il loro nome, un simbolo in città della lotta per una sanità giusta ed efficiente. «Per il Comune è un onore e un dovere creare tutte le condizioni per far sì che la presenza dell'Università si strutturi in città. La presenza di medici e professionisti straordinari, alza il livello della nostra sanità», ha dettoProcaccini. «La cultura medica arricchisce la comunità». I docenti si sono detti molto soddisfatti, e prevedono l'arrivo di una media di 500 studenti.

Anzi, il Comune è stato anche sollecitato in questo senso, ad individuare soluzioni per agevolare il reperimento di strutture per i pernottamenti, dal momento che spesso e volentieri a maggio gli allievi si vedono costretti a lasciare gli appartamenti che vengono affittati per l'estate. Un passo per volta, ma deciso.