Dovrebbero essere a servizio dei bambini di Itri ormai da qualche anno, acquistati con soldi pubblici, ma sono ancora chiusi in qualche deposito del Comune. E fino a quando non saranno tirati fuori e messi a disposizione della cittadinanza, saranno il simbolo di uno spreco.
Si tratta di alcuni giochi per bimbi acquistati nel lontano 2013. A denunciarne il mancato utilizzo, la consigliera comunale di minoranza Elena Palazzo in un'interrogazione presentata durante il Consiglio comunale del 7 febbraio scorso. La cosa deve essere parecchio passata in secondo piano, se è vero che di quella seduta si è parlato in lungo e in largo, ma dello spreco denunciato dall'esponente di Fratelli d'Italia, si è detto poco o nulla.

Palazzo ha ricostruito la cronologia di quell'acquisto. Anche perché - ha detto - era lei nel 2013 l'assessore della giunta De Santis che si era occupata di recuperare quei 10 mila euro che rischiavano di andare persi. Con quei soldi furono acquistati dei giochi per bambini «Tanti giochi quanti quelli che sono nella villetta, nel parco giochi dedicato a Lelio Mancini», ha affermato in aula.

Poi Palazzo si è dimessa, e non si è fatto più nulla. Quei giochi sono finiti in deposito e da quel dì non se ne è saputo più nulla. Palazzo ne chiede l'immeidato utilizzo, perché «comincia a diventare un fatto grave» quell'acquisto a vuoto. I giochi dovrebbero andare alla scuola materna pubblica, ma per farlo necessitano dell'acquisto di un tappeto obbligatorio da mettervi sotto.

Circa 4 mila euro. Non una cifra esagerata. Anzi. Sarebbe un servizio restituito alla città, alla scuola, ai bambini. Ed eviterà di incappare in contestazioni molto simili a un danno erariale.