Ancora un episodio di abusivismo edilizio all'ombra del promontorio, con una svista (anche questa l'ennesima) in materia di privacy da parte del Comune di San Felice Circeo.
Ieri il responsabile del settore Urbanistica, l'ingegner Domenico Matacchioni, ha emesso l'ordinanza con cui impone al privato di sospendere i lavori e di demolire entro 90 giorni le irregolarità che sono state riscontrate.
Piccolo inghippo: nell'atto le generalità del destinatario sono state "omissate" per tutelarne la privacy; peccato che l'oggetto dell'atto pubblicato sull'albo pretorio rechi candidamente nome e cognome della persona in questione.
L'abuso edilizio, entrando nel merito della vicenda, è stato scoperto ad agosto dello scorso anno dalla polizia municipale.
È stata riscontrata la realizzazione di un manufatto di 45 metri quadrati adibito a civile abitazione, suddiviso in angolo cottura, due camere, un vano bagno e un disimpegno.
Tutto «ultimato in ogni sua parte e completo di impianti elettrici e idrici», come si riporta nell'atto amministrativo.
Le opere, però, sono state realizzate senza i necessari titoli edilizi.
Perdipiù in un lotto che appartiene al demanio civico e che in base al piano regolatore vigente è classificata come area agricola, per cui con un indice di fabbricabilità minimo.
Effettuati i controlli di rito, il responsabile del settore Urbanistica ha ordinato al privato di demolire tutto entro 90 giorni.
Altrimenti (salvo un eventuale ricorso al Tar), il Comune procederà d'ufficio, andando poi ad addebitare le spese al destinatario dell'ordinanza.