Attraverso un'ordinanza firmata lo scorso 16 febbraio, il dirigente dell'area Economico-Finanziaria del Comune di Nettuno, Luigi D'Aprano, ha deciso di mettere ordine rispetto all'utilizzo delle banchine P e Q, ossia i moli comunali presenti all'interno del porto turistico "Marina di Nettuno" e destinati alle imbarcazioni da pesca professionale della città.

L'ordinanza è arrivata dopo una fitta corrispondenza fra l'ufficio Demanio, la polizia locale nettunese e l'Ufficio circondariale marittimo di Anzio: questi ultimi due, in particolare, da tempo sollecitavano l'ente per una regolamentazione degli ormeggi lungo le banchine P e Q. Di conseguenza, soprattutto per quanto riguarda la parte del molo Q, sono state prese alcune interessanti decisioni.

Innanzitutto, sarà esclusivamente l'ufficio Demanio del Comune ad assegnare gli ormeggi, su istanza degli interessati; a richiedere tali possibilità potranno essere solo quei proprietari - armatori di unità da pesca iscritte nei registri dell'Ufficio circondariale marittimo di Anzio, con residenza a Nettuno da almeno tre anni.

«Le imbarcazioni - prosegue l'ordinanza - dovranno essere ormeggiate di punta. Eventuali eccezioni, dipendenti dalla tipologia del naviglio, saranno valutate di volta in volta da questa civica amministrazione, sentita la direzione della Marina di Nettuno e previa istanza degli interessati».

In più, «gli occupanti della darsena ‘P-Q' sono tenuti a mantenere sgomberi da attrezzature e materiali le banchine e il piano carrabile. I cesti contenenti le reti potranno essere posizionati nei pressi delle motobarche esclusivamente per il tempo necessario alle operazioni di carico-scarico, al termine delle quali dovranno essere depositati nelle aree predisposte dalla direzione della Marina di Nettuno. Gli stessi occupanti sono tenuti a corrispondere alla direzione della Marina di Nettuno il corrispettivo derivante dall'uso di acqua, energia elettrica e servizi vari, secondo le tariffe vigenti».

Chiaramente, l'ordinanza in questione abroga tutti gli atti precedenti e i trasgressori saranno puniti in base al Codice della Navigazione, salvo eccezioni che costituiscano reati più gravi.