Sull'emergenza dell'erosione costiera che si sta manifestando a Sabaudia si può intervenire nell'immediato. A sostenerlo è il comitato per la tutela della costa, che tramite il geologo Nello Ialongo spiega cosa si potrebbe fare in tempi brevi. «Vi sono alcune misure speditive che possono essere prese in pochi giorni. Il Comitato ha constatato che le maggiori effrazioni sono avvenute laddove esistono superfici rigide che non consentono alle onde di disperdere la propria energia. Nei tratti di spiaggia in cui i privati (purtroppo non tutti), hanno sostituito con incannicciate o con reti le recinzioni in muratura e le staccionate di tavole giustapposte, la spiaggia ha subito solo lievi ritiri e con il mare calmo sta già recuperando un'ampiezza soddisfacente. In alcuni stabilimenti, che correttamente sono realizzati su palafitte, sono stati in parte occupati, probabilmente per distrazione, spazi con oggetti ingombranti o con superfici che si oppongono alle onde provocando movimenti vorticosi che producono erosione. Occorrono sopralluoghi per imporre l'eliminazione dei suddetti inconvenienti».
Il comitato esprime poi soddisfazione per la volontà del Parco di farsi parte diligente e propositiva per dare inizio ad ogni iniziativa finalizzata a risolvere i problemi della fascia costiera. «È assolutamente certo, viste le condizioni di elevata vulnerabilità, - scrivono - che l'ecosistema dune-spiagge costituisca una priorità assoluta circa la tutela dell'Area Protetta». «Da parte delle Istituzioni partecipanti al "tavolo" - concludono poi dal comitato - deve essere preso un sacrosanto impegno a produrre progetti che abbiano la qualità richiesta per ottenere finanziamenti da parte dell'Unione Europea».