Il sindaco di Velletri e la Giunta comunale hanno detto un secco "no" alla possibilità di istituire il telelavoro per i dipendenti e i dirigenti pubblici.

In particolare, con una delibera approvata nelle scorse settimane e pubblicata qualche ora fa sull'Albo pretorio dell'ente, Fausto Servadio e i suoi assessori (con le uniche assenze di Andreozzi, Pocci e Usai) hanno bocciato la proposta che il 21 novembre 2016 era stata avanzata dalla delegazione trattante per i dipendenti e per i dirigenti: in quella sede, infatti, era stato sottoscritto un documento recante le "Norme organizzative per l'introduzione in via sperimentale nel Comune di Velletri del telelavoro".

Una proposta che, purtroppo, non pare essere piaciuta all'amministrazione di centrosinistra: preso atto del documento in questione, infatti, la Giunta ha deliberato di «non ritenere opportuno, con riferimento alla struttura organizzativa dell'ente, sperimentare il telelavoro come modalità generica non ancorata a progetti specifici».

In altri termini, Servadio e gli assessori, pur escludendo seccamente l'avvio del telelavoro come pratica all'interno degli uffici municipali, non pongono paletti per il futuro, a patto che si tratti di progetti particolari e comunque da valutare caso per caso.

Chiaramente, la delibera approvata dall'esecutivo veliterno - si legge nell'atto - «costituisce direttiva agli uffici».

Resta da capire, a questo punto, se le delegazioni trattanti che avevano sottoscritto il documento non intendano riproporre la proposta, magari rispettando quei canoni ipotizzati dalla Giunta comunale per l'avvio della sperimentazione ipotizzata.