Ne chiede una riforma radicale, al passo con le norme nazionali: un colpo di spugna sul Piano d'azione «superato negli obiettivi, nella metodologia, nei contenuti», un nuovo sistema di indicatori dell qualità ambientale ma anche «sul funzionamento dell'A21 che non valutino solo genericamente la mole di riunioni fatte ma misurino la qualità e l'efficacia del lavoro svolto». È il circolo "Pisco Montano" di Legambiente, che se ne va dal Forum Agenda 21 sbattendo la porta e accusa la presidenza di aver chiesto senza motivo le dimissioni del loro rappresentante, il vicepresidente ingegner Gabriele Subiaco «solo per aver legittimamente posto questioni rilevanti e pertinenti». Tra queste, aggiunge Legambiente, «superare le attuali carenze di pianificazione cittadina in ambito ambientale», ma anche i «regolamenti obsoleti», e «fornendo all'Amministrazione un supporto attivo e non continuando solo a chiedere che vengano fatti». E poi, incrementare la partecipazione della cittadinanza, «che negli ultimi anni si è drasticamente ridotta».

Una critica implicita, insomma, a tutte le attività del forum: «È necessario, anche alla luce della nuova Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile (SNSvS) presentata al Consiglio dei Ministri il 2 ottobre 2017 e approvata dal CIPE solo il 22 dicembre scorso, una veloce revisione e modernizzazione, Processo di cambiamento complesso per il cui successo riteniamo che sia francamente indispensabile l'apporto di un circolo Legambiente locale». Il circolo chiede al sindaco di prendere le redini e avviare il processo di riforma.