Ci sono voluti più di undicimila giorni, ossia 32 anni, per definire una pratica di sanatoria. È la situazione in cui versa l'ufficio tecnico del Comune di San Felice Circeo, costretto a fare i conti un mare di istanze da evadere, tanto da dover ricorrere a professionisti esterni per provare a dare risposte in tempi relativamente ragionevoli.
La vicenda che si è conclusa ieri ha avuto origine sempre a marzo, il 14 del mese, del 1986. Quella la data in cui è stata protocollata la domanda per sanare delle opere edilizie (un'abitazione) realizzate senza la necessaria licenza antecedentemente al 1967. È quasi storia.
Tra tempi dell'istruttoria, acquisizione dei pareri (quello del ministero dell'Ambiente è arrivato nel 2017) e tutti gli altri adempimenti di rito, la questione è andata avanti per ben 32 anni. Non è però l'unico caso.
Altre due situazioni simili sono state definite qualche mese fa, sempre dopo 32 anni. . In un caso parliamo di un fabbricato plurifamiliare costruito in maniera irregolare, nell'altro, invece, di un ampliamento con ristrutturazione e frazionamento realizzato in difformità rispetto alla licenzia edilizia rilasciata nel 1975. Ora, a oltre trent'anni dalla domanda, è arrivata la definizione del procedimento con esito positivo. Ma di situazioni ancora sospese ce ne sono parecchie. Secondo i numeri riportati dal caposettore in una relazione di ottobre 2017, di sanatorie chieste sulla scorta della legge del 1985 ce ne sono ancora 1400 da istruire e altre 1298 in fase di lavorazione e ciò significa che altrettanti sono i privati che da anni attendono risposte.