Campeggia sui cartelli e le targhe del parco Oasi Verde in Q4, tirato a lucido per l'occasione, il volto di Susetta Guerrini, giornalista locale scomparsa 25 anni fa, a cui il Comune di Latina ha voluto ritagliare uno spazio nella toponomastica cittadina. Oggi nell'intitolazione dell'area verde il sindaco Coletta, gli assessori Lessio e Ciccarelli, il presidente della commissione cultura D'Achille hanno spiegato le ragioni di questa scelta emersa anche nell'avviso pubblico dell'ente di un anno fa Tre donne tre strade. E lo hanno fatto ricordando una intensa carriera percorsa in tanti risvolti che hanno anticipato temi sociali di rilevanza quali l'ambiente, i rifiuti tossici, la legalità, l'immigrazione. Problemi che hanno reso sempre più delicato e complesso il mestiere di giornalista che affronta il dovere di una informazione responsabile con la consapevolezza piena del tempo nel quale si è chiamati a vivere. Susetta Guerrini è la seconda giornalista dopo Rita Calicchia a cui il Comune dedica un pezzo di città, la terza sarà Ilaria Alpi. "Stiamo pagando un debito di riconoscimento – ha spiegato Lessio – per una giornalista che in questo territorio per prima si è documentata e ha saputo scandagliare tematiche scottanti come nucleare, rifiuti, discarica, tutte questioni che si scontravano con un certo modo di fare politica". Emozionata la figlia Renata Tomasini Guerrini che ha ringraziato Carlo Montefusco per alcuni video recuperati di Susetta (presenti su You tube) che le hanno restituito il volto e la voce amati. L'Oasi verde sarà curata da giovani migranti, ospiti della cooperativa Karibù: "Vogliamo lasciare un segno del nostro impegno per questa comunità, ci ha colpito la scomparsa prematura di questa giornalista e il suo lavoro – ha detto la loro coordinatrice -  noi vogliamo fare qualcosa per la città e non vogliamo chiedere niente altro, è il senso del nostro contributo". "Susetta ha trattato temi ancora attualissimi – ha detto il primo cittadino- in un'epoca della storia della nostra città in cui si affacciavano radio libere e tv locali. Ribadisco a chi critica le nostre intitolazioni che non si tratta di folclore. Con esse raccontiamo pezzi di storia della nostra città". E poi il sindaco si è voluto togliere un sassolino dalla scarpa, alludendo alle polemiche seguite alla gaffe con gli eredi Tassone sulla rotatoria di via Polusca che sarà intitolata a Mammucari. "Se in questa città si parla per quattro giorni di una rotatoria e tre anni fa si parlava invece di Cha Cha e Ciarelli forse questo libro sta cambiando".