Il presidente Roberto Ferracci, il dottor Maurizio Alicandro e la ragioniera Teresa Lanzeri, hanno concluso la loro missione a Terracina. A quasi 7 anni di distanza dalla nomina, 480 titoli giudiziari, debiti fuori bilancio per circa 10 milioni di euro strappati all'oblio, 1.266 fascicoli, 600 delibere e oltre 24 milioni di euro pagati con la procedura semplificata, nei giorni scorsi è stato lasciato il maxi fascicolo nelle mani del Comune. Quasi tutto pagato. Quasi: tra chi non ha accettato le transazioni, somme per 1,4 milioni di euro, immediatamente esigibili entro il 2018.

Il Comune ha fatto la sua parte con circa 10 milioni di euro, nel reperire la massa attiva con cui pagare i debiti, che grazie alla trattativa al 45% si è liquidato con circa 38 milioni di euro. Ma c'è da dire che se non ci fosse stato lo Stato, con il suo prestito da 24 milioni di euro, e una commissione agguerrita come questa, che ha trattato centesimo dopo centesimo col creditore e ha scartabellato pasticcio contabile dopo pasticcio contabile, per restituire ordine e sostenibilità ai conti, un ministero che ha preso a cuore la vicenda (e a consulenza l' ex dirigente alle Finanze Ada Nasti) saremmo ancora ad un centimetro dal baratro.

L'avventura non è finita. Come spiega bene il ministero dell'Interno mentre autorizza il passaggio della cassa dall'Osl al Comune, ora l'ente terracinese dovrà gestire il tutto con le proprie mani. Perché ci sono ancora 1,4 milioni di euro da pagare, e senza prestiti dallo Stato e risparmi, non sarà facile. E perché altri 1,7 milioni di euro risultano ancora pendenti in giudizio o in fase di istruttoria. Non sono proprio bruscolini. Ma tutto ciò consente al Comune di respirare rispetto alle restrizioni imposte dal regime di dissesto. Per l'Osl, il Comune ha speso circa 370 mila euro. A tanto ammonta il complesso dei compensi pagati ai tre componenti più il consulente esterno, il dottor Francesco Casaburi, che resterà. Mai forse consulenza è stata meglio pagata. Ma c'è da dire che la barra dritta è stata tenuta anche da assessori pagati 600 euro al mese quando diceva bene, per tutto il tempo necessario alle ristrettezze e ai risparmi. E poi i dirigenti, i funzionari, i dipendenti.

Di certo non è ancora tempo di festeggiare. Ma certo un bel macigno sul groppone della città è stato tolto. Ora bisognerà stare attenti a non lasciarsi troppo andare con le spese e con le stime ottimistiche.