Un bagno destinato alle donne nella Questura di Latina avrebbe scatenato atteggiamenti sessisti da parte di alcuni agneti. E' la denuncia che viene resa nota dal sindacato Ugl.

"Dopo oltre trent'anni dall'ingresso delle donne nella Polizia di Stato, ci ritroviamo a segnalare ancora atteggiamenti sessisti nei confronti delle donne in divisa. Questo è quanto sta avvenendo presso la Questura di Latina." Cosi ha esordito Giovanni Iacoi, Segretario Nazionale LeS (il sindacato che rappresenta l'UGL nella Polizia di Stato), che ha poi proseguito: "abbiamo ricevuto diverse segnalazioni dal nostro Segretario Generale Provinciale Clara Lucchesi: il tutto è scaturito da una banale richiesta di destinare un bagno al genere femminile, come da normativa vigente." Da quello che abbiamo appreso, il dott. Carmine Belfiore, Questore della provincia di Latina, ha risposto alla richiesta pervenuta disponendo l'affissione di un cartello indicante l'esclusiva destinazione del bagno al genere femminile, decisione che non è stata però condivisa da alcuni dei suoi dipendenti, dai quali invece si è dovuto registrare un vergognoso atteggiamento sessista. È di tutta evidenza che tale comportamento esprime l'idea, in modo peraltro nemmeno tanto implicito, dell'inferiorità del sesso femminile, con la conseguenziale logica che una discriminazione operata nei confronti delle donne in campo professionale o interpersonale sia un fatto positivo. Fra l'altro tale atteggiamento si è consolidato nel corso del tempo con il continuo uso del medesimo locale da parte del personale maschile (che non intende, evidentemente e nonostante la disposizione impartita, ottemperare alla stessa utilizzando gli altri servizi igienici) e la continua ed indebita rimozione dei cartelli che destinano il bagno all'uso esclusivo del genere femminile, unitamente alla recente comparsa di cartelli derisori affissi all'interno ed all'esterno del bagno, non hanno purtroppo provocato, cosa che invece ci si sarebbe aspettati, l'indignazione e la solidarietà dei dirigenti di sesso femminile della Questura. Questo è un vergognoso comportamento che non ci si aspetterebbe in una Questura della Repubblica Italiana e vien da pensare che l'appartenenza sindacale abbia prevalenza su un normale e doveroso disappunto di fronte ad atteggiamenti evidentemente da stigmatizzare senza riserve".