Nuova svolta del Comune di San Felice Circeo in materia di tutela della privacy. L'Ente stavolta ha ritenuto opportuno tutelare non tanto l'identità di un ricorrente, bensì quella dell'avvocato cui è stato affidato l'incarico, chiaramente pagato con soldi pubblici. La novità è stata introdotta con la delibera 81 del 6 aprile, in cui, appunto, figurano le iniziali dell'avvocato: F.S.
Da un paradosso all'altro. In passato, infatti, il Comune ha pubblicato dei dati sensibili inutili ai fini della trasparenza, come ad esempio carta d'identità, tessera sanitaria, codice Iban dei destinatari dei risarcimenti per sinistri stradali. Ora, invece, viene "tutelata" la privacy dei professionisti destinatari di incarichi per conto del Comune, pagati con soldi dei contribuenti e che sono chiamati a tutelare l'interesse dell'Ente.
Una scelta in controtendenza con la trasparenza spesso invocata, che potrebbe limitare anche la "sorveglianza" diretta da parte di cittadini che più o meno abitualmente leggono quanto pubblicato sull'albo pretorio online. Una scelta che procede su un binario differente rispetto alla tendenza ormai dominante, cioè quella di favorire l'accesso alle informazioni. La nuova disciplina sulla trasparenza, difatti, riconosce a chiunque il diritto ad accedere ai dati e ai documenti detenuti dalla pubblica amministrazione (chiaramente in maniera proporzionata al diritto del cittadino di tutelare la propria privacy), proprio con lo scopo di favorire il controllo sull'azione della pubblica amministrazione e quindi pure sull'uso delle risorse pubbliche.
Nel caso di specie, cioè quello della già citata delibera, l'Ente ha ritenuto opportuno omettere, come mai fatto prima, l'identità dell'avvocato destinatario dell'incarico.