Una famiglia di migranti divisa, "fughe", soldi pubblici. Questi, i termini dell'ultima polemica nata a Fondi, che vede da una parte Forza Nuova e CasaPound, dall'altra l'amministrazione e una delle cooperative che si occupano dell'accoglienza di richiedenti asilo e senzatetto. Al centro di tutto, oltre 20mila euro destinati in pochi mesi alla coop La Ginestra per assistere un nucleo familiare nigeriano composto da madre e tre figli minori. Per i forzanovisti il Comune ha sperperato denaro dei contribuenti regalandolo a chi fa dell'immigrazione un business, per i fautori dell'‘estremocentroalto' ha fatto "razzismo" al contrario. Entrambi i movimenti si dicono convinti: il Comune non ha la stessa attenzione per i residenti in difficoltà. Eppure quella messa in atto è stata un'azione obbligata. E che non è costata soldi dei contribuenti fondani.

Storia articolata, quella della famiglia protagonista della vicenda. Una 26enne, il marito e tre figli, due maschi di 6 e 4 anni, e una bambina di pochi mesi. Giungono a Fondi a luglio 2016, destinati dalla Prefettura a La Ginestra. A novembre 2016 abbandonano l'Italia per l'Austria, dove però vengono fermati. L'uomo viene arrestato, la moglie e i figli tornano a Fondi. Si presentano in Commissariato spiegando l'accaduto, condito anche da una denuncia per non meglio specificate minacce da parte di una presunta organizzazione dedita al traffico di migranti. Dalla polizia contattano i Servizi sociali, che chiamano la Prefettura per capire se poter riammettere donna e figli nel programma di accoglienza. Niente da fare, visto l'allontanamento volontario. Da richiedenti asilo a senzatetto, quindi. Dal Comune a quel punto non hanno potuto far altro che rialzare il telefono e sondare in emergenza la disponibilità di diverse strutture. Presa in carico obbligata per legge, sia per la presenza di minori, sia per il fatto che si fossero presentati con la madre dalla polizia. I quattro finiscono di nuovo a La Ginestra, per 180 euro complessivi al giorno. Salutano nuovamente il 22 gennaio, quando si allontanano daccapo dalla coop alla ricerca di un ricongiungimento col capofamiglia appena scarcerato e di una nuova vita all'estero. Una storia costata quasi 21mila euro, dal momento del ritorno dei componenti della famiglia ‘spezzata' nelle vesti di senza fissa dimora. Da qui le polemiche.

Rispedite al mittente dal sindaco Salvatore De Meo. «La legge obbliga i Comuni a garantire accoglienza e mantenimento a tutti i minori che vivono sul proprio territorio, a prescindere dalla nazionalità. Investiti del caso, i nostri uffici hanno fatto un'operazione di grande equilibrio. Se avessimo messo i tre bambini in una struttura specifica per minori, sarebbero costati 100 euro al giorno l'uno. Così come i minorenni italiani, del resto, che pure abbiamo in carico. Invece di spendere circa 400 euro al giorno, comprendendo anche la madre, abbiamo convenuto un prezzo di 180 euro». A proposito di conti, un dato: «Lo Stato riconosce ai Comuni per ogni migrante sul territorio comunale un contributo annuo da utilizzare liberamente. Nel 2017 abbiamo avuto 180mila euro e i soldi per la famiglia in questione sono stati reperiti da quelli riconosciutici come ‘ristoro'». E i fondani? «Il Comune assiste tantissime famiglie residenti», chiosa De Meo.