Niente Bandiera Verde per le spiagge della città di Terracina. Il vessillo assegnato dai pediatri per le spiagge a misura di bambino, non arriva nemmeno quest'anno. La città di Giove non l'ha mai avuto. Ha la Bandiera blu da anni, ha le vele di Legambiente, ma non la Verde. Perché? Non certo per i requisiti, che ci sono tutti: presenza di sabbia, acqua non subito alta, assistenza bagnanti, opportunità di divertimento per grandi e piccoli. E la qualità dell'acqua? Niente paura, i pediatri fanno riferimento alle Arpa regionali. Dunque, la città di Terracina ci rientrerebbe senza particolari difficoltà.

Ma chi decide le spiagge? Unica fonte trovata in materia di Bandiera Verde è il sito www.italofarnetani.it, dell'omonimo professore e pediatra. Qui si apprende che dal 2008 al 2017, per l'indicazione delle spiagge Bandiera Verde, sono stati coinvolti 2305 pediatri, ogni anno con numeri variabili. Quando 100, quando 300. Le 134 spiagge selezionate in questi 10 anni, sono state individuate di volta in volta con metodi diversi. Dal 2008 al 2012 e nel 2016 attraverso l'indicazione spontanea dei pediatri, dal 2013 al 2015 è stato invece somministrato un elenco ai pediatri delle località a cui era stata assegnata la Bandiera Blu, infine nel 2017 è stato sottoposto l'elenco delle 134 località insignite dal 2008, cioè dall'inizio della ricerca, a due campioni di cento pediatri ciascuno, con richiesta di conferma. E la conferma c'è stata. Può bastare?

Poi, si legge ancora sul sito, non sono previste candidature dei Comuni. Sono i pediatri che possono proporre le località compilando un apposito modulo. Ma l'elenco dei pediatri e i moduli inviati, non sono leggibili né pubblicati. Raggiunto un certo numero di moduli, di cui non si dice la quantità, si contano le località che hanno ottenuto un maggior numero di candidature e vengono sottoposte a un campione di pediatri. Un metodo scientifico? Secondo il professor Farnetani sì: «La ricerca ha una valenza scientifica», si legge sul suo sito. Per la scienza, quindi, Terracina è fuori dalle Bandiere Verdi. Lo dicono, in modo forse un po' approssimativo, alcuni pediatri. E si dica approssimativo solo per paragonarlo all'iter dei Comuni Bandiera Blu, che richiedono corposi dossier sulle aree attrezzate, la qualità dell'acqua, la raccolta differenziata, l'assistenza ai bagnanti. Qui i controlli ci sono ogni anno, arrivano i funzionari direttamente dalla Federazione, non bastano moduli e questionari e soprattutto c'è una sede, degli uffici, figure di riferimento. 

La questione può apparire di second'ordine ma non lo è. Perché l'assegnazione delle cosiddette "bandiere" influenza il turista e il cittadino. La mancata presenza di una città può essere sinonimo di scarsa attrattività. A conferire autorevolezza ai vessilli ambientali è sempre una base scientifica, fonti autorevoli, documenti, monitoraggi. Sia detto onde evitare di informarsi male.