Tabula rasa degli avvocati nominati dalla precedente amministrazione di San Felice Circeo per difendere il Comune nella causa civile intentata dalla società "Porto del Circeo", la ex "Penta", per la gestione dell'approdo. Dopo la revoca all'avvocato Puca, ieri è arrivata anche quella all'avvocato Fabio Tonelli, con la contestuale nomina di un nuovo legale: parcella da 48mila euro.
La vicenda inizia tempo fa, sul finire degli anni Novanta. Una contesa che buona parte dell'amministrazione in carica conosce bene, visto che le tappe principali si snodano sotto i due mandati da sindaco di Schiboni (1996-2001 e poi 2002-2007). L'allora società "Penta" richiede e ottiene una concessione demaniale da 56mila metri quadrati per realizzare nuove opere e gestire il porto per 50 anni. Scatta il ricorso al Tar da parte di due società del posto e nel 2004 arriva la pronuncia del Consiglio di Stato. I giudici amministrativi annullano l'atto concessorio per diverse criticità procedurali, tra cui il mancato invito del Parco alla conferenza dei servizi e la mancata prescrizione del preventivo svolgimento della valutazione d'impatto ambientale.
Niente più concessione, dunque. Arriviamo quindi a tempi più recenti e la società, che nel frattempo è diventata "Porto del Circeo", trascina in tribunale il Comune e altre pubbliche amministrazioni. Lamenta colpe e negligenze varie, arrivando a chiedere sette milioni di risarcimento danni su cui dovranno decidere i giudici del Tribunale di Roma.
Il Comune si costituisce e nomina gli avvocati Puca e Tonelli, entrambi revocati dall'amministrazione in carica. All'avvocato Vincenzo Puca è toccato a novembre, quando la Giunta - queste le motivazioni nell'atto - ha affermato che è venuto meno il rapporto fiduciario col legale. Alla base, una risposta ritenuta non soddisfacente alla richiesta inviata il 18 luglio dal sindaco agli avvocati per chiedere lo stato dell'arte delle cause loro assegnate. L'incarico a Tonelli, invece, è stato revocato ieri. «L'amministrazione ritiene sia necessario – si legge – dover affidare il giudizio a uno studio legale con esperienza pluriennale nella materia oggetto del giudizio, considerata la somma richiesta per il risarcimento danni». La scelta è ricaduta sul professor Clarizia per un importo di 48.188 euro, che l'Ente finirà di pagare nel 2020.