Un conto alla rovescia che gela il sangue: l'intero patrimonio immobilare del Mof rischia di essere battuto all'asta e comprato dal miglior offerente per poco meno di cinque milioni di euro, e a ristoro di un debito di appena 400 mila euro. Appena 400 mila euro, viene da dire. Si attende con grande preoccupazione la data del 24 maggio, giorno in cui sono fissate le offerte dell'asta per la procedura esecutiva promossa da "Ibm Italia spa", creditrice di Imof. Il prezzo di vendita è sceso dall'iniziale somma di 20 milioni di euro fino ai 5,9 milioni, falliti gli altri tentativi di vendita.

Ma ora i timori si fanno concreti. Il sindaco Salvatore De Meo, delegato dal Consiglio comunale a chiedere all'amministratore unico di Imof di conoscere lo stato della procedura, è tornato sull'argomento durante la conferenza stampa quadrimestrale.

E ieri è stato sollecitato anche dal gruppo consiliare del Pd a fare pressing su Imof affinché provveda a saldare il debito senza mettere a rischio il mercato ortofrutticolo, evitando così un «tragico ed irrimediabile scenario». «Sappiamo che la Imof disporrebbe anche della liquidità necessaria per far fronte ai debiti, in quanto la Regione Lazio in questi ultimi mesi le ha trasferito una consistente somma a seguito del ricalcolo di compensazioni relative ad anni precedenti», scrivono Maria Civita Paparello, Mario Fiorillo e Luigi Parisella. «Sappiamo che il Sindaco è già intervenuto a dar seguito alle sollecitazioni del Consiglio ma ci giungono voci di un inspiegabile atteggiamento dilatorio dell'Amministratore unico. Speriamo che siano voci infondate perché, se così non fosse, significherebbe che veramente siamo ad un passo dal determinare la definitiva demolizione di quel "sistema Mof" che agricoltori, commercianti e operatori economici fondani hanno creato con decenni di alacre attività e di sagace iniziativa». A De Meo il Pd chiede di «continuare con maggior incisività ad intervenire per scongiurare l'irreparabile, facendo valere le ragioni del Comune non solo come socio, purtroppo spesso lasciato in posizione marginale, ma soprattutto come massimo rappresentante di tutta la comunità che quella realtà economica ha creato». Pd, insomma, schierato accanto all'istituzione Comune per difendere il mercato: «Lo sollecitiamo a ricordare all'Amministratore unico che il Mof è patrimonio della collettività fondana e non "cosa sua"»