A distanza di quasi 42 anni dall'omicidio del giovane setino Luigi Di Rosa, ucciso a 21 anni il 28 maggio 1976 dopo il comizio di un parlamentare del Movimento Sociale Italiano, il presidente del Consiglio comunale di Sezze - Enzo Eramo - ha voluto scrivere una lettera agli studenti del territorio, al fine di mantenere viva la memoria di quel ragazzo, ma anche una storia che rischia di finire nel dimenticatoio.

«Vi scrivo - ha affermato Eramo nel suo messaggio - per farvi conoscere una storia che rischia di essere dimenticata: la storia di un ragazzo di Sezze a cui il destino e la malvagità non consentirono mai di diventare uomo, di vivere la vita, di fare le cose a cui tutti voi siete destinati, cioè vivere cambiando il mondo. Quel ragazzo - ha scritto il presidente del Consiglio comunale - si chiamava Luigi Di Rosa. Forse rammentate il monumento posto all'incrocio tra via Marconi e la salita dell'ospedale: ricorda una sera di maggio del ‘76, in cui quel ragazzo fu ucciso. La sua colpa era di una idea politica, credeva nel suo futuro e si trovò davanti chi non pensava al futuro, ma alla sua forza, alla sua prepotenza. Non vi parlo delle parti in campo, della violenza di quel giorno: di quel tempo vi chiedo di ricordavi di Luigi e pensare che quando davanti avete dei prepotenti, qualunque prepotente, si tratta di chi vi vuole rubare il futuro».

Una riflessione di ampio respiro, dunque, che va oltre: «Vi scrivo per dirvi che quel ragazzo sarebbe diventato uomo, saggio o meno lo avrebbe deciso la sua vita; avrebbe avuto famiglia, orgoglio e speranze - ha aggiunto Eramo -. E quindi andate davanti a quel monumento e chiedete, fatevi una idea vostra dei fatti. Guardate la statua: è sfregiata. Ci misero una bomba anni dopo la morte di Luigi, perché avevano paura che voi, ragazzi di Sezze, potevate conoscere questa storia. Non si può morire ragazzi a maggio - ha concluso Eramo -. E affinché non accada mai più vi ho scritto questa lettera. Vi auguro buona fine della scuola, sperando che queste mie parole vi abbiamo animato curiosità per la storia di un ragazzo come voi, ucciso a maggio».

Tra l'altro, accanto al monumento di cui parla Eramo, c'è anche una lapide che ricorda proprio la morte del giovane Luigi Di Rosa.