Cartellini con nome e cognome del visitatore, filo diretto tra l'ingresso e la segreteria per la comunicazione delle generalità, controllo e trattenuta della carta d'identità. Tutto alle ortiche.

I pensionamenti ormai galoppanti al ritmo di dieci all'anno al Comune di Terracina, oltre a mettere in ginocchio interi uffici, ora rischiano di creare una questione sicurezza all'ingresso. Sono ormai quasi tutti in quiescenza infatti i dipendenti che, a turno, hanno svolto per anni il ruolo di usciere. Gli uomini e le donne che, seduti al gabbiotto, annunciano l'arrivo di visitatori, indirizzano i cittadini agli uffici richiesti, fanno da filtro a presenze indesiderate, sono finiti. Tutti in pensione. O quasi. Di recente si è messa in ferie la dipendente che già dall'estate andrà a riposo. Un altro usciere è andato in pensione qualche mese fa, e l'unico rimasto ne avrà, se tutto va bene, per un altro annetto. Poi, più nulla. Vero è che pure ai piani superiori, non si sta proprio affollati. Tutt'altro: chi, esperto di questo trend inesorabile, vuole scherzarci confessa che «anche se qualche usciere restasse, tra un po' presidierebbe il vuoto». Perché il Comune si sta inesorabilmente svuotando.

Quello degli uscieri, però, è un problema di presidio. Un Comune senza nessuno all'ingresso, non è quasi pensabile. Non a caso il sindaco Nicola Procaccini qualche tempo fa decise anche una stretta per filtrare gli ingressi in Comune: cartellini da affiggere al bavero, documenti da lasciare al gabbiotto, appuntamenti, annunci e via dicendo. E poi, i tornelli. Chi li aprirà e richiuderà?

A dire il vero una soluzione ci sarebbe, e il Comune l'ha già adottata: le borse lavoro. Finanziate dall'Azienda speciale, consentono di organizzare dei part-time con le persone che ottengono un rimborso economico. L'ultima tranche è scaduta da qualche tempo, i borsisti se ne sono dovuti tornare a casa, probabilmente di nuovo disoccupati. E allora perché non richiamarli? È ipotizzabile che non servano tantissimi soldi, si tratta di welfare e a maggior ragione di un welfare che viene a colmare un enorme vuoto, quello del personale. Se nei settori specifici non è facile sostituire dipendenti formati con borsisti, per fare l'usciere non ci vogliono particolari qualifiche, se non l'affidabilità e l'attenzione. Stiamo pur sempre parlando delle porte del palazzo del governo cittadino.