Forse sentirne parlare, vederlo su una pagina facebook o in televisione, non rende l'idea. Ma quando il pescato di Terracina viene immortalato direttamente dai pescherecci misto a bottiglie di plastica, viene il magone. E la preoccupazione, legittima, su cosa mangiamo e mettiamo sulle tavole. A mostrarlo, è Legambiente. Il circolo locale ha fatto partire il progetto "Fishing for litter", primo nel Lazio, secondo in Italia, che coinvolge direttamente i pescatori nella "bonifica" dei fondali. Sono stati distribuiti i contenitori e i sacchi e da ora in poi tre pescherecci, il Piramide di Domenico Monti, il Carlo Padre di Quirino Cicerani e il Tequila di Quirino Alla, porteranno in porto i rifiuti "pescati", che saranno classificati dai volontari del circolo "Pisco Montano".

Secondo Legambiente, questo coinvolgimento diretto dei "guardiani del mare" potrebbe costituire la svolta per la tutela della risorsa dai rifiuti. «Un problema enorme quello della plastica in mare, una delle minacce ambientali più serie del nostro tempo», spiega il circolo, «che causa danni enormi non solo all'Ambiente ma anche al Turismo e alla Pesca».

Il progetto è sostenuto anche dal Sindacato balneari Confcommercio Terracina, la Rete territoriale #Plasticfreebeachesterracina, i due Presidenti della Cooperativa dei Pescatori "La Sirena" Raffaele Marigliani e della Cooperativa dei Pescatori di Terracina Dario Venerelli con il supporto e la direzione della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Terracina, il patrocinio del Parco Regionale Riviera di Ulisse e del Comune di Terracina e il coinvolgimento diretto e fattivo delle Ditte Appaltatrici della gestione dei rifiuti De Vizia Transfer SpA Urbaser SA e DJ Costruction Bertelli Srl. A ciò si aggiunge na sperimentazione di sostituzione di plastica in bioplastica, con il supporto dell'Associazione Chimica Verde Bionet.