"Obsolescenza del macchinario? Fa ridere!" E' con queste parole che il Prof Franco Bui, direttore della UOC di Medicina nucleare dell'Ospedale Università di Padova, ha aperto l'incontro tenutosi ieri presso l'Hotel Europa. Invitato dal Comitato Pro Centro Alta Diagnostica di Latina, il Prof. Bui ha portato in città la buona prassi dell'Università di Padova, l'esperienza concreta di chi con competenza e passione conosce, utilizza e sfrutta al meglio un'apparecchiatura che - come conferma a più riprese – "costituisce il presente e il futuro della medicina per immagini per definizione e completezza delle stesse"

L'incontro ha riscosso particolare interesse: era gremita la Sala Italia dell' hotel Europa di Latina; tra gli ospiti specialisti, personalità politiche diverse, e il Presidente dell'Ordine dei Medici,  Giovanni Maria Righetti, ma soprattutto, la presenza di tanta gente comune, tutta interessata ad apprendere il motivo per il quale è così importante il Tomografo Ibrido e quali sono i problemi e rallentamenti che stanno impedendo a Latina la realizzazione del Centro di Alta Diagnostica con annesso Tomografo.

In maniera rigorosamente scientifica e terza il Professore ha evidenziato, assistito da una serie di slide, che mettevano a confronto le immagini pet rm con quelle solo rm,  quali sono gli ambiti di utilizzo del macchinario e i risultati prodotti dalla duplice indagine combinata, toccando anche gli aspetti gestionali quali il numero dei turni di utilizzo ottimale per sfruttare appieno il Tomografo (2 da 6 ore), ciascuno dei quali con attività diversificate in funzione dell'emivita (periodo di vita), dei radiofarmaci utilizzati e scelti in funzione di obiettivi clinici diversi, di ricerca o diagnostica.

Nel suo rigoroso e corretto discorso, il Professor Bui ha poi parlato dell'importanza dell'approvvigionamento quotidiano, ad orari certi, previo l'inutilizzo, dei radiofarmaci; del numero di professionalità che compongono reali team qualificati e  multifunzionali; si è poi soffermato sul problema dei costi e del rimborso che loro percepiscono da parte del Servizio Sanitario Regionale del Veneto, evidenziando come la complessità del macchinario e dei suoi risultati non ha sicuramente come fine ultimo il guadagno, rivendicando quindi il pareggio delle spese.

Ha inoltre sottolineato come oggi, la struttura padovana, assorba richieste da tutta la regione Veneto e dalla vicina Lombardia, con benefici di rimbalzo per il territorio, per la ricerca e senza tralasciare l'aspetto di una maggior vita culturale qualificante che è venuta a formare in loco.

Tutti elementi di ricaduta che secondo quanto analizzato dal Professore, potrebbe beneficiare Latina con l'installazione del Tomografo Ibrido, considerando, così come ha lui stesso rilevato, soprattutto il  fatto che questo, a Roma non è presente in alcuna struttura

"La relazione tenuta dal Prof. Bui, ha confermato ciò che con, spirito critico e di approfondimento, ha elaborato nel corso dei mesi il Comitato, sempre più convinto di quanto questo territorio necessiti dell' opportunità del Centro dell'Alta Diagnostica, cosi come immaginato ab origine nel Protocollo di intesa.

Con rammarico abbiamo notato l'assenza dei sottoscrittori del Protocollo per cui è lecito domandarsi, se presenti, ascoltando il Professore pubblicamente come tutti e magari approfondendo in seconda battuta poi alcuni argomenti, anche lor signori avrebbero potuto beneficiare delle parole e degli scenari dipinti dal Professore e chissà, magari alcune decisioni assunte nelle sedi improprie – ricordiamo che non è mai stato convocato il Collegio di Vigilanza – sarebbero potute esser riconsiderate.

Preso atto di ciò, con grande orgoglio e soddisfazione, la linea del Comitato in favore del progetto originario di Centro di Alta Diagnostica non cambia ed anzi, siamo già al lavoro per offrire nuove occasioni di confronto, pronti ad agire nelle sedi opportune per continuare a tutelare il progetto, con consapevolezza e rigore come abbiamo fatto fino ad oggi" dichiara la referente del Comitato Pro Centro Alta Diagnostica, Simona Mulè, intervenuta durante l'incontro.

Ad oggi la motivazione che ha indotto i firmatari del protocollo a rivedere – impropriamente - l'accordo originale, risiede nell'indisponibilità economica della Fondazione Sanità a Ricerca anche a fronte di un vincolo giuridico che la impegnava per la gestione del centro per il prossimi 30 anni. Su questo il Comitato ha presentato un esposto alla corte dei Conti per l'apertura dell'istruttoria che verifichi i danni erariali provocati dalla procedure adottate fino ad oggi.