E' una battaglia serrata e senza esclusione di colpi quella in atto fra Atral-Schiaffini e Comune di Latina che ieri, praticamente in contemporanea, ha avuto due fronti giudiziari aperti. Il primo ha portato ad una vittoria per il Comune, il secondo verrà deciso nelle prossime ore. Nel primo pomeriggio di ieri infatti il Consiglio di Stato ha confermato la legittimità dell'iter seguito per l'approvazione degli atti del bando, del disciplinare di gara e del capitolato speciale della gara per l'affidamento del servizio di trasporto pubblico locale urbano nel Comune di Latina, rappresentato nel procedimento dall'avvocato Francesco Di Leginio. L'Atral srl ne aveva chiesto l'annullamento già in primo grado e il ricorso era stato rigettato dal Tar di Latina. La gara dei trasporti vale 23,6 milioni di euro per un contratto di servizio di sei anni. Come si sa Atral non ha partecipato in proprio alla gara e questo è stato il motivo per cui la domanda cautelare e ricorso della società sono stati giudicati inammissibili; non c'era interesse ad agire. Chi invece ha presentato una propria offerta è stata la Schiaffini Travel che partecipa in Atral insieme a Cotral spa. Schiaffini ha impugnato davanti al Tar di Latina l'aggiudicazione della gara alla Cilia Italia srl e questo ricorso è stato esaminato ieri mattina dai giudici amministrativi per verificare se sussistono le motivazioni per concedere la sospensione cautelare dell'affidamento che sta per diventare operativo. L'inizio del servizio di Celia partirà infatti il primo luglio come previsto dal contratto.

Ieri i giudici amministrativi hanno da un lato convalidato l'iter seguito dal Comune e sposato in toto le motivazioni di rigetto del Tar. Ma, a latere, sono arrivate dure bacchettate ad Atral, specialmente in un passaggio della sentenza di secondo grado dove, sostanzialmente, si respingono le eccezioni di Atral in relazione al fatto di non aver potuto programmare investimenti vista la «precarietà» del rapporto col Comune. I giudici affermano, invece, che viste le moltissime proroghe di cui Atral ha beneficiato poteva organizzarsi eccome, fare investimenti e avere un parco bus adeguato per rispondere al bando. Ecco alcuni passaggi chiave della sentenza: «... né Atral può dolersi dell'assenza di contendibilità, avendo di fatto gestito, anche in virtù delle numerose e reiterate proroghe dell'originario contratto di servizio, il servizio di trasporto pubblico locale sin dal 2005, disponendo dunque del tempo necessario per organizzarsi dotandosi di un parco mezzi adeguato: sicché non colgono nel segno, oltre ad essere comunque prive di rilievo ai fini della decisione le sue doglianze circa l'impossibilità di programmare investimenti e di predisporre piani a lungo termine a ragione della situazione di precarietà in cui era gestito il servizio, trattandosi con tutta evidenza di scelte aziendali che l'impresa ha effettuato autonomamente e ben potendo prevedere, sin dalla scadenza del contratto di concessione, che il servizio sarebbe stato oggetto di affidamento mediante procedura ad evidenza pubblica, organizzandosi per potervi partecipare».