Dopo il sequestro del 23 giugno per problemi relativi agli scarichi, la situazione della "Colmar", la lavanderia industriale di Mazzocchio, preoccupa i sindacati. «Ci sono 65 posti di lavoro a rischio», scrivono in una nota la Femca e la Cisl che si sono rivolti al Prefetto e al Presidente della Provincia Carlo Medici. A firmarla la segretaria della Femca Cisl Elisa Bandini e il segretario generale della Cisl pontina Roberto Cecere, che hanno chiesto un incontro urgente per discutere di questa situazione.
«La Colmar - scrivono dal sindacato - è una lavanderia industriale sita nella zona industriale del Mazzocchio nel comune di Pontinia, si occupa di attività di noleggio, lavaggio  e manutenzione di materiale tessile destinato al mondo della ristorazione, delle strutture sanitarie, dell'industria e del terziario, occupando 65 addetti.
Attualmente si trova in una situazione di rinnovo dei permessi per l'esercizio dell'impresa, ma tale documentazione è ferma presso gli uffici della Provincia, nonostante sia urgentissimo, vista la situazione, ricevere tali autorizzazioni.
I dipendenti temono, ed a ragione, che se il fermo produttivo dovesse prolungarsi oltre misura, sarebbe inevitabile la perdita di commesse e di clienti, cosa questa che porterebbe al fallimento ed alla perdita di tutti i posti di lavoro». Di qui la richiesta rivolta al prefetto Trio e al presidente della Provincia Carlo Medici per cercare di sbloccare la situazione.
Il sequestro dei carabinieri forestali di Terracina era scattato perché, a seguito di controlli svolti per prevenire e contrastare il fenomeno dell'inquinamento, era stata scoperta l'assenza di autorizzazioni richieste da legge per quanto concerne gli scarichi delle acque reflue, delle acque di prima pioggia e delle emissioni in atmosfera. Ora il timore dei sindacati, al netto di quello che sarà l'iter giudiziario, è per la conservazione dei posti di lavoro.