Sono due le gelaterie della provincia di Latina che, quest'anno, hanno fatto il loro trionfale ingresso nella prestigiosa classifica di Dissapore, il portale che ogni anno gira l'Italia in lungo e in largo per stilare la graduatoria sulle cento migliori attività del paese. Nell'ultima classifica, redatta pochi giorni fa, ecco che spuntano anche il Caffè del Duomo di Terracina, in piazza Municipio, che si aggiudica la 60esima posizione, e la Gretel Factory di Formia e Gaeta, rispettivamente in via Abate Tosti e piazza della Libertà, che si posiziona al novantesimo scalino della graduatoria.
L'essere entrate di diritto nella classifica di Dissapore, seppur nella metà bassa della graduatoria, rappresenta per le due gelaterie una vittoria indiscussa: essere tra le prime cento attività di tutta la Nazione, significa far parte di una ristretta cerchia di eccellenze, se si tiene conto di quante gelaterie esistono in tutto lo stivale.
Ma per le due attività le soddisfazioni non si concludono qui. Infatti, a margine della top 100 delle migliori gelaterie d'Italia, Dissapore ha anche stilato la classifica delle 15 migliori gelaterie artigianali "emergenti" del 2018. E anche qui compaiono entrambe le attività tutte pontine.
Duplice successo, insomma, per due realtà ben conosciute nel panorama locale, ma che ora sfondano le barriere dello scenario nazionale per gli amanti del gelato artigianale.
Cos'è che ha portato queste due realtà ad arrivare così in alto in un mondo dove, oggi più che mai, tutti cercano di affermare il proprio primato come maestri dell'artigianato e della qualità?
A premiare Gretel Factory e il Caffè del Duomo, sono le caratteristiche proprie di entrambe le attività, che sono in perfetta sintonia con il metro di giudizio del portale Dissapore.
Si parte dalla questione del "Franchising", ma nel senso opposto del termine: per entrare nella classifica, la gelateria non deve essere affiliata a nessun marchio, ma deve essere proprio la stessa attività a creare, nel tempo, un proprio "brand" attraverso le proprie ricette. In secondo luogo, non sono consentite le "Basi Pronte", mentre è richiesta la massima "Trasparenza", ossia la capacità di spiegare per filo e per segno, anche al cliente più ostinato e pretenzioso, cosa c'è nel gelato, come si prepara, da dove proviene l'ingrediente e così via. Insomma, bisogna saper dimostrare di essere dei professionisti, anzi, dei maestri del gelato. Poi c'è la questione "Copyright": mai e poi mai il portale darà spazio a chi propone ai suoi clienti gusti che si rifanno a snack o personaggi famosi, come il "Kinder", oppure, per fare un esempio, il gusto dei "Simpson", delle "Winx" o anche solo "I puffi". Ogni ricetta, anche la meno originale, deve avere un nome proprio, e non quello di snack o personaggi dei cartoni animati. Infine, dopo questi quattro prerequisiti che devono essere necessariamente soddisfatti, arriva la vera, unica, grande prova: quella della bontà del gelato. Perché a fare attenzione alle strategie di marketing sarebbe bravo chiunque, anche chi di gelato non ne ha mai fatto uno. È sul gusto e che, alla fine dei conti, si gioca la vera battaglia. Una battaglia che le due gelaterie pontine, hanno vinto a mani basse.