"È in corso in questi giorni il trasloco dell'ufficio anagrafe da Piazza del Popolo a Via Ezio. Una scelta dell'amministrazione francamente incomprensibile". Così Giorgio Ialongo, Giovanna Miele e Alessandoro Calvi, consiglieri di Forza Italia nel Comune di Latina.

"Invece di arricchire il centro e una già fin troppo desolata ZTL, si cancellano i servizi. Non basta la moria di negozi e attività commerciali, adesso al centro si preferisce levare anche gli uffici. Il centro che dovrebbe essere il cuore della città, a Latina sta diventando l'ombra di se stesso. E purtroppo non ci sono tutti i giorni concerti di Calcutta a tenerlo vivo e popolato", aggiungono i tre esponenti di Forza Italia.

"Questa scelta di spostare gli uffici non ci è stata mai neppure motivata – proseguono -. È una ragione di costi? Di spazi? Non lo sappiamo. Quel che sappiamo è che con la scusa della mancanza di personale, sono stati già dismessi gli uffici comunali decentrati di Borgo Grappa, Borgo San Michele e Borgo Podgora dove rimangono solo postazioni telematiche, praticamente inutili. Di fatto, per quel che riguarda le periferie rimarranno operativi solo le sedi di Latina Scalo e Borgo Sabotino".

"Un mix di scelte – sottolineano Ialongo, Miele e Calvi -, peraltro venute fuori solo a seguito di una nostra interrogazione, e veramente fatichiamo a capirle. Si lasciano abbandonate le periferie, chiudendo gli uffici che dovevano essere il raccordo con il centro, e non si potenziano gli sportelli del centro, anzi, si mandano fuori dal centro".

"Damiano Coletta e l'assessore Paola Briganti non si rendono conto che con le loro decisioni hanno prima penalizzato le periferie e ora penalizzano il centro. Il cuore della città sta già soffrendo abbastanza, senza teatro, senza Banca d'Italia, senza mercato annonario, e potremmo continuare. Sarà pavimentato e reso più bello, certo, ma così non è attrattivo, è una scatola vuota, che un amministratore saggio e visionario avrebbe dovuto riempire. Ma evidentemente – concludono - non siamo in presenza né di saggi né di visionari, ma solo di persone poco lungimiranti e con scarsa conoscenza della città e con ancora meno competenze amministrative".