La presenza della Ostreopsis ovata nel mare di Bazzano a Sperlonga, un'alga tropicale potenzialmente tossica per l'uomo, ha destato preoccupazione anche se la situazione è sotto controllo e al momento per fortuna non si sono registrati problemi per i bagnanti.
Ma quelli effettuati ad agosto, il 16 del mese per la precisione, non sono i primi prelievi che hanno attestato un'eccessiva concentrazione di quest'alga, ossia superiore rispetto ai valori limite che sono stati fissati dal ministero della Salute. Una pubblicazione scientifica del 2016 dell'Ispra, l'istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, attesta infatti che nel 2015, per quel che riguarda la Provincia di Latina, il limite era stato superato a Sperlonga (a Bazzano, località Grotte di Tiberio) e a Formia (Porto Romano).
La concentrazione allora rispetto ad oggi era inferiore: a Sperlonga il 21 agosto 2015 si registravano 21.980 cellule per litro con la soglia fissata a 10mila cellule per litro, mentre il 16 agosto di quest'anno c'erano circa 88mila cellule per litro. La situazione è mantenuta costantemente sotto controllo e il Comune in questi giorni ha divulgato anche un depliant per informare i bagnanti e per dare consigli sui comportamenti da adottare. «Non sono stati registrate al momento reazioni sulla salute dei bagnanti, che secondo le fonti Arpa - fanno sapere dal Comune di Sperlonga - potrebbero riguardare dermatiti e difficoltà respiratorie qualora l'organismo venisse inalato in quantità. Si sconsiglia dunque di avvicinarsi al mare in presenza di vento o di mare mosso».
Il primo "avvistamento" ufficiale di quest'alga in Italia risale al 1994 sulle coste laziali. Ma non è escluso che non vi fosse già prima, anche se alcune teorie - che per l'Ispra vanno ulteriormente dimostrate - ipotizzano che provenga dal Giappone. Il problema si ha con la fioritura della specie, anche se il ceppo mediterraneo è fortunatamente meno pericoloso di quello asiatico e tropicale.