Nessun bambino di Latina di età inferiore ai sei anni potrà essere ammesso a frequentare l'anno scolastico 2018-2019 senza la preventiva verifica delle avvenute vaccinazioni obbligatorie previste dalla legge e iscritte nell'anagrafe vaccinale della Regione Lazio. E' quanto stabilisce l'ordinanza firmata ieri dal sindaco Damiano Coletta e che sgombera il campo da qualunque possibilità di inserire i bambini a scuola senza certificato di vaccinazione, la cui richiesta è peraltro semplificata da una procedura snella introdotta dalla Asl lo scorso anno in considerazione dell'entrata in vigore della legge sui vaccini obbligatori. La stessa ordinanza dispone che tutti i dirigenti scolastici nonché i titolari di asilo nido pubblici e privati e le scuole dell'infanzia debbono attenersi a queste disposizioni. La violazione dell'ordinanza è sanzionata per legge con multe che vanno dai 25 ai 500 euro, salvo ulteriori responsabilità penali.

La decisione del primo cittadino era nell'aria da giorni, più o meno già annunciata e conferma l'orientamento della Regione Lazio e della stragrande maggioranza delle amministrazioni locali, una scelta fatta a tutela dei bambini che non possono effettuare le vaccinazioni obbligatorie per motivi di salute. Dopo la pubblicazione dell'ordinanza è intervenuto anche l'assessore all'istruzione, Gianmarco Proietti, che, in una nota, sottolinea come «in uno Stato di diritto ad ogni diritto corrisponde un dovere: la vaccinazione del proprio figlio, oltre a rispondere al diritto alla salute del bambino, diviene un dovere nei confronti della comunità in cui si vive, in particolare modo un dovere verso i soggetti più fragili impossibilitati a sottoporsi alla vaccinazione per motivi di salute».


«Una comunità sana - ha detto ancora Proietti - può garantire così a tutti il diritto all'istruzione altrimenti compromesso in caso di malattia. Questa introduzione per ribadire, in questa triste attualità, quanto affermato dai medici, dai ricercatori scientifici e anche dai dirigenti scolastici e cioè che per frequentare le scuole di ogni ordine e grado nella nostra città sarà necessario essere in regola con le vaccinazioni, che in campo sanitario le autocertificazioni sono dichiarazioni inutili (tanto più che il Lazio è tra le regioni con un'anagrafe vaccinale informatizzata di facilissima consultazione). La scienza non risponde alle opinioni e alle maggioranze, e la scuola, luogo di costruzione dei saperi, dovrà essere sempre guidata dal pensiero scientifico».
I responsabili delle strutture scolastiche possono controllare le vaccinazioni dei bambini dall'anagrafe della Regione. Ai fini dell'iscrizione fa fede anche la richiesta di appuntamento presentata alla Asl che viene smaltita nel giro di pochi giorni.