E' un nome altisonante quello che doveva bonificare l'area dell'ex Pozzi Ginori, «Strago spa», azienda specializzata nelle bonifiche belliche, quindi per aree ad altissima contaminazione ma che è stata comunque chiamata dalla Sviluppo Immobiliare Latina srl a rimettere in sesto il sito di oltre novantamila metri quadrati che un tempo ha ospitato la fabbrica di ceramiche e che dal 2005 inquina le falde e i terreni su cui insiste.  Adesso l'amministratore delegato di Strago spa, Paolo Orabona, è uno degli indagati per cui la Procura chiede la citazione in giudizio nonché uno dei soggetti contro cui il Comune di Latina si costituirà parte civile.

L'altro indagato è Giuseppe Salerno della Sviluppo Immobiliare Latina che è tuttora proprietaria dell'area. Entrambi sono accusati di omessa bonifica e di non aver tolto dal sito una serie di materiali inquinanti, così come previsto da ordinanza del Comune, l'ultima di una lunga serie e frutto di un procedimento in conferenza di servizi terminato nel 2011.

Nel 2015 a seguito di sopralluogo del Nipaf emerse che in realtà l'ex Pozzi Ginori versava ancora in condizioni disastrose sul piano ambientale ed intervenne infatti un sequestro su richiesta della Procura. Va detto che quell'esposto, sottoscritto da un gruppo di cittadini del quartiere vicino, non chiedeva di accertare lo stato dei terreni né delle falde soggiacenti. In realtà la denuncia chiedeva accertamenti e sopralluoghi per sgomberare alcuni occupanti abusivi, tutti immigrati e senza fissa dimora che avevano trovato lì l'unico posto dive ripararsi ma la loro presenza aveva, oggettivamente, contribuito a peggiorare oltremodo le condizioni dei pochi ruderi rimasti. Lo sgombero vero e proprio non c'è mai stato ma nel frattempo l'area industriale dell'ex Pozzi è andata a fuoco, un rogo devastante e pericoloso per l'ambiente proprio a causa dei materiali ancora presenti. Uno scenario interrotto solo nel 2016 con la ulteriore contestazione del reato di disastro ambientale causato dal vecchio opificio, anzi dalla mancata bonifica che, in origine, doveva seguire di poco il trasferimento di proprietà tra gli originari titolari e la società Sviluppo Immobiliare Latina che lì voleva realizzare un investimento edilizio diversificato per tipologie. Per poter investire c'era bisogno della bonifica per cui era stata incaricata, appunto, la Strago che all'inizio lavorava nel settore della «geognostica e delle prospezioni geofisiche applicate principalmente alle problematiche dell'ingegneria civile», poi ha gradualmente ha ampliato il campo delle attività «nei servizi per la diagnostica strutturale, il monitoraggio strumentale, le prospezioni archeologiche, la bonifica da ordigni bellici e la produzione di strumenti per misure geotecniche, strutturali statiche e dinamiche».