Una lettera aperta agli utenti ed ai sindaci dell'Ato 4 per fare chiarezza rispetto alla vicenda delle partite pregresse nelle bollette idriche e sulla class action intentata sul tema da diverse associazioni e dai cittadini. Il presidente del Consiglio di amministrazione di Acqualatina Michele Lauriola ha preso carta e penna e ha messo nero su bianco quella che è la posizione della società. Secondo Lauriola, infatti, rispetto alla vicenda, ci sono delle puntualizzazioni necessarie da fare. "Per evitare fraintendimenti - dice Lauriola - è bene dire che ad oggi non è in atto alcun rimborso, né esistono rimborsi ottenibili o richiedibili. Il tribunale di Roma, infatti, ha solo dichiarato ammissibile il punto relativo a tale voce di bolletta, per la class action, scartando altri 5 punti che erano stati proposti. Nulla  di più".

Il presidente di Acqualatina fa poi notare che "quando parliamo di partite pregresse, parliamo di poste tariffarie approvate dall'Egato e quindi dai sindaci, che il gestore ha il diritto di riscuotere in base alla normativa nazionale. Si tratta di somme che vanno a coprire spese già sostenute dal gestore". 

Lauriola si addentra poi nella parte più importante della propria lettera, ossia prova a spiegare cosa accadrebbe in caso di accoglimento della class action da parte del Tribunale. "Qualora i giudici decidessero per la restituzione delle somme relative alle partite pregresse - afferma Lauriola -  il gestore procederebbe alla restituzione delle stesse verso chiunque ne facesse richiesta. E' chiaro, dunque, che non sussiste alcun obbligo di aderire alla class action, per vedere tutelati i propri diritti dinanzi alla legge, né di corrispondere i 15 euro attualmente richiesti agli aderenti alla class action,". Un punto, questo, contestato dai Comitati che invece invitano invece i cittadini ad aderire alla class action. 

La conseguenza della restituzione delle somme sarebbe quella di "un blocco immediato degli investimenti e di un ulteriore aumento tariffario", aggiunge Lauriola che poi conclude annunciando che "Acqualatina ha proposto reclamo alla corte d'Appello per l'ammissione stessa della class action. Dunque, finché la corte non si pronuncerà sul reclamo, l'ordinanza del tribunale di Roma non può in alcun modo ritenersi definitiva".