Una giornata importante, questa mattina, per il Comune di Latina e l'Atcl, l'Associazione Teatrale tra i Comuni del Lazio, che insieme hanno presentato la nuova stagione teatrale del D'Annunzio. Il programma - ricco di contenuti e dal livello qualitativo sicuramente alto -, è stato presentato all'interno del Museo Cambellotti.  Il sindaco Damiano Coletta, così come l'assessore Silvio Di Francia, non potevano non toccare il tema più caldo della questione: l'agibilità del Teatro. Ancora non c'è l'ok definitivo sulla questione, ma il sindaco è fiducioso nei tempi. Di più, se ci dovessero essere ritardi  si dice pronto a mettere la firma assumendosi la responsabilità affinché il cartellone venga rispettato. Biglietti e abbonamenti sono già in vendita, in anticipo rispetto all'ok definitivo da parte di vigili del fuoco e tecnici.

In che condizioni è il D'Annunzio?
Ad oggi, il Teatro D'Annunzio non è ancora agibile. Mancano esattamente cinque prescrizioni previste dai vigili del fuoco (sulle 45 riscontrate lo scorso mese di marzo a seguito dell'ultima ispezione) e il Comune auspica di riuscire a risolvere tutto entro un mese. Cosa che andrebbe anche bene, visto che il programma inizierà il 4 novembre. L'amministrazione Comunale vuole rischiare, dunque, o più semplicemente ha la certezza di aver chiuso il cerchio intorno alla questione, senza però esporsi eccessivamente fino all'ok definitivo. E nel caso non si dovesse riuscire a riaprire il teatro prima dell'inizio della stagione - spiega Coletta a margine della conferenza stampa - il Comune ha pronto un "piano B".
Il sindaco, prima di passare alla presentazione del programma della nuova stagione, ha voluto ripercorrere gli eventi che hanno accompagnato l'amministrazione dal suo insediamento ad oggi, ossia da quando il teatro era ancora chiuso perché dichiarato inagibile dopo il sopralluogo dei vigili del fuoco ai tempi del Commissario Barbato. "Ricordo che aprimmo il teatro in maniera "avventurosa" - prosegue Coletta - poiché ci fu l'opportunità di ospitare grandi artisti. Così ho preteso di bloccare le date per questi spettacoli che rappresentavano un'occasione da cogliere. Nel mentre abbiamo dato il via ad una serie di lavori che consentirono l'apertura parziale del teatro per la stagione 2016-2017 e vista la mancanza di tutti i requisiti tecnici di agibilità, abbiamo stipulato accordi per fare ulteriori lavori per la definitiva autorizzazione". Come sottolinea il sindaco, il teatro D'Annunzio è una struttura edificata diversi anni fa "e reperire tutte le certificazioni non è stato facile". Ma sono stati fatti altri lavori, a volte interrotti da alcuni spiacevoli imprevisti, come quando lo scorso dicembre venne registrato il malfunzionamento del sistema di riscaldamento. "Mi dicono che un sindaco non dovrebbe mai scusarsi, per una questione politica - ha spiegato Coletta - ma se il pubblico ha trovato temperature non consone a quelle di un teatro, non posso fare altro che scusarmi per il disagio. Purtroppo gli incidenti capitano, a volte nei momenti peggiori". Ma anche dopo questo problema, i lavori sono proseguiti. Una volta concluso il tutto, il Comune ha chiesto l'autorizzazione per la riapertura del teatro, ma i vigili del fuoco hanno voluto fare un altro sopralluogo. Da questo ultimo monitoraggio, concluso lo scorso marzo, sono state evidenziate 45 prescrizioni. Di queste, 40 sono state risolte, e ne mancano solo 5. "Vorrei ricordare - prosegue il sindaco - che tra le prescrizioni ci sono anche necessità come, per esempio, reperire la certificazione della capacità ignifuga delle poltrone", per citare un caso. Insomma, Coletta e la sua squadra sembrano sicuri che tutto sarà risolto entro un mese circa. Eppure il Comune continua ad essere cauto con le parole e le promesse, utilizzando sempre il condizionale. Ma se qualcosa dovesse andare storto, ci sarebbe sempre il fantomatico "piano B". 

La nuova stagione 
Al di là della questione strutturale, la stagione di prosa è stata presentata. In sala, insieme al sindaco Damiano Coletta, ai rappresentanti della Regione e dell'Atcl, anche l'artista Ascanio Celestini. Nove sono i titoli nel cartellone che partirà il 4 novembre 2018 per chiudersi ad aprile. Ed ecco gli spettacoli: 

Tre fra i più grandi attori del teatro italiano, Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice aprono la stagione con uno degli spettacoli che nelle varie riprese ha sempre ottenuto un successo unanime di critica e pubblico: COPENAGHEN, di Michael Frayn, regia Mauro Avogadro. Nel 1941 il fisico tedesco Heisenberg fece visita al suo maestro Bohr in una Danimarca occupata dai nazisti, entrambi coinvolti nella ricerca scientifica sulla bomba atomica ma su fronti opposti: il soggetto di quella conversazione ancora oggi resta un mistero e per risolverlo la Storia ha avanzato svariate ipotesi.

Stefania Rocca, con Andrea de Goyzueta e Fabrizio Vona, saranno i protagonisti di SQUALIFICATI, di Pere Riera, regia Luciano Melchionna. La giornalista più prestigiosa del paese affronta l'intervista più difficile della sua carriera: un faccia a faccia con il Presidente del governo, presumibilmente coinvolto in un crimine aberrante. L'astuto segretario stampa del presidente farà tutto il possibile per convincere l'intervistatrice a dubitare di se stessa. «Un gioco raffinato, una partita a scacchi esclusivamente tra re, cavaliere e torre avversaria tra declinazioni di potere, strategie prive di scrupoli e il giudizio calato dall'alto, con chirurgico e amabile cinismo, da parte di chi afferma sia impossibile sporcarsi le mani» spiega Luciano Melchionna.

Autori e narratore, interpreti e traduttore del nostro sociale, Ascanio Celestini in PUEBLO, musiche dal vivo di Gianluca Casadei, ci porta in quella che definisce la "periferia dell'informazione": «Questa è la storia di una barbona che non chiede l'elemosina e di uno zingaro di otto anni, della barista che guadagna con le slot machine, di un facchino africano e di un paio di padri di cui non conosco il nome. La storia dignitosa dei centomila africani morti nel fondo del mare. Questa è la storia di una giovane donna che fa la cassiera al supermercato e delle persone che incontra. Questa è la storia di un giorno di pioggia».

È liberamente ispirato a Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes, DONCHISCI@TTE di Nunzio Caponio, con Alessandro Benvenuti, Stefano Fresi, adattamento e regia Davide Iodice. Con vesti sgangheratamente complottiste e una spiritualità naif, accompagnato da un Sancho, che è insieme figlio e disorientato adepto, il nostro Don intraprende un corpo a corpo, disperante e "comico" contro un mondo sempre più virtuale, spinto a trovare l'origine del male nel sistema che lo detiene.

Scritto e diretto da John Pielmeier, VOCI NEL BUIO, anteprima regionale al Teatro Gabriele D'Annunzio - la prima nazionale sarà ad Arezzo - è un elettrizzante e sorprendente thriller, ambientato in una baita isolata, in cui rimane bloccata una famosa psicologa conduttrice di una seguitissima trasmissione radiofonica. Una straordinaria Laura Morante terrà il pubblico con il fiato sospeso, dando voce alla protagonista perseguitata da un maniaco.

Premiati con il Leone d'oro alla carriera per il Teatro 2018 alla Biennale di Venezia, Flavia Mastrella e Antonio Rezza portano in scena FRATTO _ X in cui con poetica non convenzionale si fanno cantori e intepreti dell'assurdo quotidiano, in un impeto da suggestioni fotografiche.

«L'habitat Fratto_X è un impeto da suggestioni fotografiche. Le immagini raccontano la strada che corre e l'impossibilità di agire. Scie luminose si materializzano con l'inquietante delicatezza dei fiori visti da vicino». racconta Flavia Mastrella.

Secondo il mito, il pomo della discordia è la mela lanciata da Eris, dea della discordia, sul tavolo dove si stava svolgendo il banchetto in onore del matrimonio di Peleo e Teti, per vendicarsi del mancato invito alla festa. La Dea incise sul pomo la frase "Alla più bella", causando così una lite furibonda fra Era, regina degli dei, Afrodite, dea della bellezza, e Atena, dea della saggezza. Carlo Buccirosso firma testo e regia di una trasposizione ai giorni nostri, in un esilarante affresco della normale famiglia benestante italiana, in IL POMO DELLA DISCORDIA, dove «possiamo realmente comprendere come a volte la realtà, possa di gran lunga superare le fantasie, anche quelle più remote dell'antica mitologia».

Scritto da Samuel Beckett tra la fine del 1948 e l'inizio del '49, ASPETTANDO GODOT torna in scena in un nuovo allestimento diretto da Maurizio Scaparro, con Antonio Salines,

Luciano Virgilio, Edoardo Siravo, Fabrizio Bordignon, Gabriele Cicirello. L'infinita e vana attesa di Vladimiro-Didi ed Estragone-Gogo è diventata l'emblema della condizione esistenziale dell'uomo contemporaneo, minuscolo e insignificante organismo nella vastità di un cosmo ostile e incomprensibile, segnato fin dalla nascita: «partoriscono a cavallo di una tomba, il giorno splende un istante, ed è subito notte», dice Pozzo.

Enzo Siciliano firma il testo MORTE DI GALEAZZO CIANO, in scena con Francesco Siciliano, Emanuele Vezzoli, Nicola Nicchi, Paola De Crescenzo, Alice Giroldini, Roberto Abbati regia di Gianfranco Pannone, in cui ha voluto concentrarsi sugli ultimi giorni di prigionia che Ciano ha trascorso nel carcere degli Scalzi a Verona, condannato da Mussolini stesso, ma soprattutto dai nazisti, per i fatti del 25 luglio 1943, che videro molti luogotenenti del Duce deporlo con il ben noto "Ordine del giorno Grandi". Qualcuno ha scritto che "nella cella 27 del Carcere degli Scalzi si consuma una vicenda per la quale nessuno degli ‘attori' era stato preparato dalla vita".