Essere bocciati in prima elementare perché non si è riusciti « a raggiungere gli obiettivi programmati in più discipline». Cosa rende una bambina di sei anni così diversa da non riuscire a raggiungere gli obiettivi per essere promossa in seconda? Forse c'era qualche altro scoglio da superare e in genere è su quello che si concentra la scuola pubblica, magari con l'ausilio di tecnici e strutture dei servizi sociali. Invece questa bambina, che solo in via convenzionale chiameremo Maria, è stata bocciata e adesso la sua storia è oggetto del ricorso al Tribunale amministrativo presentato da coloro che esercitano la potestà genitoriale sulla piccola e nel quale si chiede di annullare lo scrutinio del consiglio di classe dello scorso 11 giugno. La bambina frequentava l'Istituto «Vito Fabiano» di Borgo Bainsizza e all'esito delle valutazioni sul rendimento scolastico non è stata ammessa alla seconda elementare. I ricorrenti sostengono che la parte relativa agli obiettivi non raggiunti sia illegittima e chiedono l'annullamento del verbale. A sostenere le ragioni della scuola ci sono le memorie dell'Avvocatura dello Stato che confermano la legittimità della decisione. Ma con un'ordinanza emessa ieri i giudici del Tar di Latina hanno deciso di esaminare meglio la vicenda poiché «il ricorso non appare manifestamente infondato, alla luce dei motivi e della tipologia della scuola frequentata dall'alunna - primaria (ex scuola elementare)».
Per questa ragione è stata fissata per il 19 giugno 2019 la trattazione di merito della causa e nel frattempo l'Istituto Fabiano è stato condannato al pagamento delle spese (mille euro).