Questa è la storia di Davide che batte Golia, Maria che vince contro l'Enel, già Eni, in un procedimento davanti al Giudice di Pace di Gaeta che dopo quattro anni dai fatti accerta che il colosso italiano dell'energia aveva imposto alla signora azioni di tipo vessatorio e autoritario con danni sulla salute della donna e sull'organizzazione dell'intera famiglia composta da quattro persone. Nel febbraio 2014 Enel Energia spa ha tagliato la fornitura di gas a Maria, tranciando (letteralmente) i tubi di adduzione e lasciando dunque gli utenti senza un servizio essenziale. Tutto a causa di un contestato mancato pagamento delle bollette, ma le fatture di Enel erano arrivate a Maria sulla base di consumi presunti e dunque senza la lettura del contatore, per di più quando l'utente era già passato ad altro gestore. Nella citazione dell'avvocato Enrico Lisetti, presentata per conto della signora Maria S., si contestava la illegittimità del comportamento della società in relazione alla mancata lettura del consumo reale, che quindi aveva portato a calcolare consumi praticamente virtuali, comunque presunti. Il giudice di pace di Gaeta, Palange, ha disposto il ripristino dell'impianto del gas a cura e a spese di Enel Energia spa e condannato al stessa società al risarcimento dei danni non patrimoniali in favore di Maria per un importo di 468 euro, una somma non elevata ma simbolica del torto subito e della vessazione di cui si parla negli atti.