Lo aveva promesso e lo ha fatto. Oggi, 2 ottobre 2018, il ministro all'Istruzione Marco Bussetti è venuto a Latina per consegnare personalmente il Diploma di Maturità di Martina Natale, la giovane scomparsa lo scorso giugno per una grave malattia. La tesi della ragazza di soli 19 anni era però stata discussa dalle sue compagne di classe, parte di un grande meccanismo, mosso da tantissima umanità, che ha coinvolto la famiglia Natale, il Liceo Manzoni di Latina e tanti altri ancora.

"Alla Camera parlo normalmente, oggi invece sono un po' emozionato" ha spiegato Bussetti, accolto dalla famiglia della giovane, dalla dirigente scolastica Di Veroli, oltre che dal sindaco Coletta, dal presidente della Provincia Medici, dal prefetto Trio e da tutte le autorità civili e militari. "Vi saluto tutti come ministro - esordisce - ma ora parlerò come padre, perché anche mia figlia ha sostenuto gli esami quest'anno.Su questo diploma non c'è stato nulla su cui ragionare: è stato istantaneo capire che doveva essere conferito. Voi come famiglia "allargata" - spiega Bussetti non solo ai genitori e al fratello di Martina, ma a tutti coloro che si sono prodigati per questa impresa - ci avete insegnato molto. Avete segnato qualcosa che nessuno dimenticherà mai, e vi ringrazio. Questo significa essere una scuola: essere una comunità, dove si imparano e si trasmettono dei valori. Questo è stato un esempio per tutta la scuola italiana".

Dello stesso avviso il sindaco Coletta, che ha preceduto il ministro con il suo intervento: "Tutti voi siete un esempio di come il dolore possa trasformarsi in un esempio di vita" ha spiegato il primo cittadino, facendo riferimento alla Onlus nata per aiutare chi ne ha bisogno, consegnando una targa di riconoscimento al Manzoni.

E proprio sulla Onlus, intitolata "Martina e la sua Luna", è intervenuta la mamma della giovane: "Abbiamo sempre tenuto stretta Martina, da quando è nata fino all'ultimo momento. Le abbiamo dato tutto, e lei ci ha insegnato tanto. Ci ha insegnato ad aprirci, ad essere meno riservati. Il mondo oggi è pieno di "Martine", e per questo abbiamo creato questa Onlus. Chiudersi nel dolore non serve a nulla, impariamo ad aiutare gli altri. Oggi si chiude un cerchio, quello burocratico - conclude - Ma l'altro non si chiuderà mai".