I giochi per ottenere i 36 mila euro dalla presidenza del Consiglio dei ministri, destinati alla chiesetta dell'Annunziata grazie al progetto del professo Carmelo Palella, sono ancora aperti. A dirlo, una lettera proveniente proprio dagli uffici di presidenza che annuncia un nuovo decreto, già adottato lo scorso 27 settembre e «in corso di perfezionamento». La faccenda, dunque, è realmente in uno stato di impasse. Tanto che, prosegue la lettera «il decreto, al fine di individuare i progetti suscettibili di un immediato avvio dei lavori e consentire conseguentemente il rapido passaggio al fine della stipula delle convenzioni con il Ministero, integra l'elenco della documentazione che gli enti attuatori collocati utilmente in graduatoria devono presentare» e «consente la presentazione della prescritta documentazione anche agli enti collocati utilmente in graduatoria che non hanno ricevuto la relativa comunicazione e non sono stati in grado di effettuare l'invio tempestivamente».

Implicitamente, pare di capire, la comunicazione dei termini entro i quali inviare la documentazione, non è arrivata a tutti. Tanto che il Mibac ha deciso di adottare un nuovo decreto della presidenza del Consiglio dei ministri, che però è ancora «in fase di perfezionamento».

Il documento sta a dire comunque una cosa: i giochi sull'ottenimento dei 36 mila euro sono ancora aperti. L'assessore Barbara Cerilli, nel corso dell'ultimo Consiglio comunale aveva spiegato di essere in contatto con i funzionari del ministero proprio per capire cosa fare, e aveva accennato all'ipotesi di una rivisitazione delle modalità, con opportunità di presentare la documentazione. La polemica sul finanziamento perso era scattata proprio dopo che il Pd aveva posto all'evidenza dell'aula la scadenza, nel mese di giugno, dei termini per presentare la documentazione. Gli strali erano finiti addosso all'amministrazione comunale, che non era fino in fondo riuscita a difendersi. Da un lato, l'opposizione si diceva convinta che era il Comune a dover tenere d'occhio i decreti e le comunicazioni degli organi superiori, dall'altro l'ente si difendeva dicendo che, al di là dell'elenco pubblicato su Internet e dai giornali, mai alcuna comunicazione era arrivata a palazzo del Municipio. Un documento del ministero ora sembra sgombrare i dubbi: si ricomincia da capo perché qualcosa non ha funzionato. Come, dove e quando, non si sa.