Si dovrà attendere ancora per rivedere i calciatori calcare nuovamente il glorioso manto erboso dello stadio "Celestino Masin" di Nettuno.

Dopo la manifestazione d'interesse dello scorso inverno - cui aveva risposto la società Virtus Nettuno, oggi costretta a emigrare alla "Pineta dei Liberti" di Ardea per le partite del campionato d'Eccellenza, con tanto di costi per l'affitto del campo -, il commissario straordinario Bruno Strati ha deciso di rivedere le modalità di concessione dell'impianto, allungando a quindici anni il periodo di gestione e includendo, a carico del concessionario che si aggiudicherà la procedura, gli oneri economici per i lavori di rifacimento del manto erboso del campo.

La nuova procedura
Stando a quanto si evince dalle carte pubblicate sull'Albo pretorio dell'ente, il concessionario avrà l'onere e l'onore di gestire per quindici anni campo da calcio, spogliatoi e tribuna, limitatamente al rispetto delle norme in materia di sicurezza. Chiaramente, dovrà intestarsi le utenze di energia elettrica, gas e acqua, mettere a norma gli impianti, dare corso alla manutenzione straordinaria della struttura (comprese le attrezzature, gli impianti e gli arredi), svolgere il servizio di guardiania, custodia e sorveglianza del centro sportivo, smaltire i rifiuti (con intestazione della relativa utenza) e dare corso a tutto ciò che riguarda il campo da gioco e sia necessario per la sua normale fruizione.
In più, saranno a carico del concessionario - con i costi da scomputare in sede di versamento del canone d'affitto - i lavori di rifacimento del manto erboso: da una stima effettuata dal Comune, per il rifacimento del campo da calcio serviranno 182.507,86 euro. Fra gli interventi previsti ci sono la rimozione dell'attuale terreno vegetale e il successivo livellamento dell'area, il posizionamento del nuovo manto erboso, la realizzazione dei plinti per il posizionamento delle porte e la realizzazione dell'impianto di irrigazione.

Pista d'atletica, tutto fermo
Il nuovo bando, però, continua a lasciare in disparte la questione legata alla pista d'atletica, un tempo vero gioiello del sud della provincia di Roma. La situazione di quest'area è grave, con le società che un tempo la utilizzavano chiuse letteralmente fuori dall'impianto nell'estate dell'anno scorso e oggi costrette a soluzioni alternative, senza che Nettuno offra un'altra pista dove allenarsi. La speranza di tutti - e soprattutto delle centinaia di giovani atleti nettunesi - era legata anche ai nuovi bandi per gli impianti sportivi, dove si sperava venissero inserite condizioni per il restyling della pista. Invece, purtroppo, siamo di fronte all'ennesimo nulla di fatto, restando appesi a un futuribile finanziamento dell'Istituto di credito sportivo.

Gli altri problemi
Per concludere, non si può non evidenziare come diverse altre zone del "Masin" siano in condizioni allarmanti: basti pensare agli spogliatoi, alle aree di accesso allo stadio e, non ultimo, alle tribune. Quella centrale, lo ricordiamo, è interdetta per motivi di sicurezza, mentre quelle laterali - alla fine della fiera - potrebbero essere in qualche modo utilizzate.

Di certo, servirebbe un progetto di ampio respiro (di quello presentato al Coni, per una cifra superiore al milione di euro, se ne sono perse le tracce) per arrivare al rifacimento della zona dedicata agli spettatori e quella destinata a ospitare gli atleti prima delle partite, ma anche per dotare il centro sportivo di altri servizi che lo potrebbero rendere all'avanguardia e fra i migliori di tutto il Lazio.