La petizione ideata da Franco Brugnola, portata avanti da un comitato ad hoc e firmata da quasi novemila persone per dire "no" alla chiusura del punto di primo intervento di Sabaudia è all'attenzione della Camera dei Deputati. Annunciata nella seduta del 22 ottobre, è stata assegnata alla commissione Affari sociali.
Per il comitato, la chiusura della struttura di via Conte Verde non è possibile per diverse ragioni: non è possibile il "trasferimento" di attività e prestazioni proprie dell'assistenza territoriale di emergenza al personale addetto all'assistenza primaria; L'eventuale decisione di modificare l'attuale organizzazione sarebbe poco prudente e poco rispettosa per la salute dei cittadini; la scelta di modificare l'attuale assetto organizzativo del Ppi di Sabaudia andrebbe ad aumentare le disuguaglianze esistenti tra gli abitanti di questa città e quelli del capoluogo, per non parlare della Capitale; il trasferimento a Latina dei pazienti andrebbe ad aggravare la già preoccupante situazione di quel pronto soccorso dove oggi è normale attendere fino a tre ore; l'attivazione durante le ore notturne di un servizio gestito da una ambulanza medicalizzata non coprirebbe il servizio in quanto una volta partita l'unica ambulanza alla volta di Latina la postazione rimarrebbe scoperta. Il punto di primo intervento di Sabaudia, inoltre, conta un numero di accessi notevole, specie durante il periodo estivo, quando serve anche le vicine località turistiche fra cui San Felice Circeo. Un servizio ritenuto fondamentale e a cui i cittadini non vogliono rinunciare.