Oggi alle 18.30, scocca l'ora del debutto per la stagione teatrale firmata Atcl, l'associazione dei Comuni del Lazio, del Teatro Gabriele D'Annunzio. Un'apertura di prestigio affidata a Copenaghen, di Michael Frayn, per la regia di Mauro Avogadro con Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice. Ma si tratterà anche di un avvio in agrodolce perché se nulla si può eccepire sotto il profilo culturale, ancora non è risolta del tutto la situazione della sicurezza e degli adempimenti di legge per la struttura che ospita il teatro grande. Anche per questo debutto si dovrà quindi procedere con un' ordinanza sindacale, la procedura con cui fu aperto il teatro lo scorso anno per permettere una stagione a ranghi ridotti. Con l'atto n.144132 del 2 novembre il sindaco ha autorizzato l'uso delle sale in via derogatoria sia per l'allestimento di ieri che per lo spettacolo di oggi, in attesa delle conclusioni delle attività finalizzate al rilascio dell'autorizzazione definitiva. Un provvedimento che si sperava di evitare (come fu detto nella conferenza stampa di presentazione della stagione) ma che trova la sua consolazione nel fatto che nel frattempo tutte le prescrizioni mosse dai vigili del fuoco sulla Scia presentata dal Comune sono state adempiute. Oggi in sostanza, per effetto del provvedimento, gli organizzatori dovranno rispettare il limite di 499 spettatori e far osservare le normative di sicurezza durante tutto lo svolgimento della serata «sollevando il Comune di Latina da ogni responsabilità a danni e persone durante l'evento». Dunque il capoluogo di provincia privato per troppo tempo del suo principale palcoscenico, della possibilità di fruire della consueta stagione di prosa e di tutta una serie di eventi e iniziative culturali, avrà oggi sì la sua stagione ma cedendo il passo ancora una volta a burocrazia e lungaggini di varia natura. All'appello, nei rilievi mossi dai vigili del fuoco, mancavano dichiarazioni di resistenza al fuoco di vari materiali e l'adeguamento di alcuni impianti, tutte criticità da superare con l'affidamento dei lavori, salvo poi richiedere di nuovo il titolo abilitativo (la Scia). I tempi? Tra i due e i tre mesi, contando comunque di regolarizzare tutto entro metà della stagione teatrale per consentire al Comune di chiudere finalmente uno dei capitoli più spinosi, insieme al Palazzetto, della gestione del proprio patrimonio edilizio. «Vorrei ricordare - ribadì il sindaco nella conferenza di presentazione della stagione - che tra le prescrizioni ci sono anche necessità generali e specifiche come, per esempio, reperire la certificazione della capacità ignifuga delle poltrone», per citare una delle tante richieste tecniche di protocollo. «Una città è anche il suo teatro, o meglio la pluralità di più luoghi legati ai diversi linguaggi teatrali - disse invece Silvio Di Francia, assessore alle Politiche Culturali, Sport e Turismo di Latina – presentiamo la stagione Atcl presso il teatro D'Annunzio e siamo fiduciosi del successo degli spettacoli, tutti di grande qualità. Saremo, però soddisfatti, solo quando riusciremo a restituire alla città gli altri spazi teatrali e a inaugurare un'intera stagione di produzioni, laboratori, sperimentazioni. Esperienze che fanno del teatro un luogo aperto, al centro di una città aperta». Intanto si riparte alzando il sipario, ed è già un passo in avanti.