Il commento di Francesco Marzoli

Siamo sempre stati considerati la Juventus del baseball, in termini di vittorie. E invece, con la sentenza di fallimento, siamo diventati un po' come la Nazionale di Ventura: punto più basso, titoli sportivi da far invidia a una squadra della Major League americana che rischiano di finire chissà dove e un grosso punto interrogativo sul futuro. Dopo anni complicati, con momenti di soddisfazione e altri di buio totale o con due squadre a lottare nella stessa serie manco fossimo Milan e Inter (quando, con le forze unite, a detta di tanti, avremmo potuto competere con San Marino e Bologna con molta più forza), ora è il momento di mettere un punto, andare a capo e cominciare la frase - nel nostro caso la storia sportiva - come ti insegnano alle Elementari: con la lettera maiuscola. E questa lettera è la N del "Grande Nettuno", quello che dal 1945 in avanti è riuscito a conquistare diciassette Scudetti, sei Coppe dei Campioni, tre Coppe Ceb e quattro Coppe Italia. Bisogna ritornare a quei fasti, alle migliaia di persone in piazza per festeggiare la squadra, a mostrare in ogni punto d'Italia l'orgoglio tutto nostrano nel dire "Compà, io so' de' Nettuno" e vincere, vincere e vincere ancora. Quasi diciotto anni senza Scudetto e nove senza Coppe europee sono troppi. Adesso bisogna ripartire davvero. ‘Namo Nettuno, ‘namo!