Nella relazione allegata al bilancio 2017 e depositata agli atti della Camera di Commercio MetroLatina spa ammette che la tramvia di superfice non si farà più e che ha avviato la risoluzione del contratto inerente il progetto di finanza firmato con il Comune di Latina il 24 novembre 2007.
Stop per sempre
Con la cessazione del rapporto la società comunica altresì ai soci che sta chiedendo il risarcimento del danno pari a 30 milioni di euro o, in second'ordine, pari a 21,8 milioni di euro. La differenza tra i due importi è data dal valore degli stati di avanzamento dei lavori già pagati e dunque letteralmente persi dalle casse pubbliche.
Obiettivo mancato
Come ricorda il presidente del cda, Diego Fienco, la società MetroLatina aveva come unico scopo la costruzione della metro leggera di Latina e la sua gestione per 30 anni sulle due linee di collegamento tra Latina Scalo e il centro della città: entrambi gli obiettivi sono venuti meno. Il mancato raggiungimento dello scopo finale mette a nudo non solo le lacune di fondo del progetto, che, come dimostra la perizia del consulente del Tribunale civile, era impossibile per mancanza della voce basilare del finanziamento, ma svela anche alcune anomalie nella stessa compagine societaria. Nella quale erano entrate tre srl di consulenza ingegneristica, una delle quali specializzata soltanto nella «assunzione di partecipazioni in altre imprese non rivolte al pubblico». Si tratta della «Tecnologie Ecologiche srl» che ha una piccola partecipazione in MetroLatina spa, la cui sede si trova ancora in via Neghelli.
Atral e gli altri
L'unico socio «specializzato» in trasporti pubblici al momento della stipula del contratto era Atral, la quale, però, nel frattempo ha anche interrotto il rapporto commerciale che aveva con il Comune di Latina, in quanto il servizio del trasporto urbano è passato per gara ad altra società. Altri due soci minori, la Idroesse Infrastrutture di Padova e la Imt (Infrastrutture mobili e trasporti) sono società di ingegneria. Gli altri due soci come è noto sono la Gemmo e la Sacaim. Tutte avevano creato la società per azioni MetroLatina e finalizzato l'esistenza della società alla costruzione della metro con sucessiva gestione, un progetto faraonico da 130 milioni di euro. Sul quale sono aperti due procedimenti, quello civile cui fa riferimento anche il Pesidente Fienco nella relazione allegata all'ultimo bilancio e quello penale sulle responsabilità per la ipotizzata truffa in danno del Comune di Latina perpetrata anche da alcuni suoi dipendenti e rappresentanti insieme a esponenti della società che doveva costruire la metro.