L'azienda non venderà lo stabilimento di Sermoneta, e i dipendenti dovranno far fronte a tagli sugli stipendi da 350 o addirittura 500 euro mensili. Questo è quanto emerso dall'incontro che si è tenuto ieri, nella sede di Unindustria, sulla crisi aziendale Corden Pharma, alla presenza dei sindacati. Durante il faccia a faccia, i vertici della Corden hanno illustrato quale sarà il futuro dell'azienda, sebbene ancora a grandi linee in attesa di altri incontri ufficiali che si terranno nei prossimi giorni.
In primo luogo, l'azienda ha ribadito che non c'è alcuna intenzione di vendere il sito, negando anche l'esistenza di un ipotetico acquirente. Lo scenario atteso, subito dopo aver accennato qualche numero sulle esternalizzazioni per i magazzini, la manutenzione e validazioni varie, sembra essere solo e soltanto quello della chiusura definitiva di alcuni reparti, alla quale si aggiunge la proposta di incentivi per l'esodo volontario da parte dei dipendenti. Di questa ultima proposta si discuterà il 17 dicembre, durante l'incontro con la Bristol a Zurigo.
Sono invece al vaglio dell'azienda le ipotesi di cessione o di collaborazione con altri soci per la distilleria e la piattaforma ecologica (il combustore), in funzione anche delle disponibilità economiche della Regione, che ha promesso di intervenire con gli ammortizzatori sociali.
C'è però una nota positiva, o almeno presunta tale in questo scenario completamente negativo: l'azienda avrebbe dato segnali di apertura in merito alla ricollocazione dei dipendenti presso altri stabilimenti Corden in Italia.
Questa resta però soltanto un'ipotesi, perché al momento per quanto riguarda il costo del lavoro la trattativa è in fase di stallo. I licenziamenti, infatti, restano congelati fino a quando non ci sarà un accordo tra sindacati e azienda, in quanto questo rappresenta un vincolo per arrivare alla cassa integrazione. Lo scontro con i sindacati è stato però inevitabile, soprattutto per il taglio degli stipendi che per alcuni arriverà a toccare anche i 500 euro. Pare che i sindacati andranno per il mancato accordo, per tornare in Regione dopo Natale. I prossimi appuntamenti, dunque, saranno l'assemblea tra i sindacati e i lavoratori fissata per lunedì, a cui seguirà l'incontro in Svizzera con Bristol e infine, il 20 dicembre, il nuovo faccia a faccia tra sindacati e azienda.