Le storiche bancarelle della Befana, quest'anno, non apriranno. A dirlo sono proprio loro, i commercianti che da oltre 30 anni, ogni 5 e 6 gennaio, aprono i banchi in piazza del Popolo a Latina. Alla base di tutto, c'è stata la rinuncia, da parte degli ambulanti, di "accontentarsi" di viale Italia e piazza del Quadrato, uniche postazioni disponibili per loro, vista l'esclusione da piazza del Popolo. Infatti, nel cuore della città ci sono già le casette di legno e per motivi di sicurezza legati ai dispositivi anti terrorismo, che richiedono ampi spazi nelle aree aperte per garantire il passaggio, il monitoraggio ed eventuali vie di fuga, è impossibile posizionare altre 27 bancarelle nella ztl.
La protesta di giovedì
«L'abbiamo saputo ora». Così i commercianti ambulanti hanno spiegato che, fino a giovedì mattina, nessuno di loro era al corrente del fatto che quest'anno non avrebbero potuto aprire le loro bancarelle in piazza del Popolo. Qualcuno racconta di aver sentito qualcosa a riguardo qualche giorno fa, «ma erano soltanto voci non ufficiali». E appena avuta la conferma, è scoppiata la rivolta. Le questioni sollevate dai commercianti sono diverse e tra queste c'è stata la mancanza di spiegazioni da parte del Comune sul trasferimento in piazza del Quadrato, sul perché quest'anno non sono state chiuse le "casette" in centro in anticipo per lasciare spazio agli ambulanti di sempre (come accaduto lo scorso anno) e perché, più semplicemente, il Comune non ha deciso di inserire anche loro in piazza del Popolo. Per gli ambulanti che hanno chiesto e ottenuto le autorizzazioni a metà dicembre, pagando le autorizzazioni e i fornitori delle materie prime, aprire le bancarelle in piazza del Quadrato e viale Italia è inutile: «Saranno tutti nella Ztl e noi non venderemo niente. Per noi è lavoro, è sostentamento. Siamo professionisti del settore e vogliamo essere trattati come tali». 
L'equivoco della seconda Ztl e il problema sicurezza
Ad affrontare giovedì l'accesa protesta dei commercianti ambulanti c'era il consigliere di maggioranza Fabio D'Achille, che vista l'assenza del sindaco, dell'assessore e del dirigente delle Attività Produttive, dopo un rapido giro di telefonate a chi di dovere, ha risposto a tutti i quesiti. Primo: il bando del Comune, quello a cui hanno partecipato i commercianti in protesta, riporta chiaramente che ai vincitori sarebbero state assegnate le aree esterne alla Ztl (per l'appunto, viale Italia e piazza del Quadrato). Eppure, i commercianti hanno compilato una richiesta di autorizzazione in cui si legge chiaramente Ztl: in questo caso, però, il Comune ha inteso la Zona a traffico limitato che sarà istituita ad hoc proprio tra piazza del Quadrato e viale Italia per l'Epifania, e non quella di piazza del Popolo. Una dicitura che ha sicuramente confuso più di qualcuno sulle postazioni disponibili. In secondo luogo, il Comune quest'anno ha deciso di avallare la richiesta dei commercianti delle "casette" di restare aperti fino al 6 gennaio. Purtroppo, per questioni di sicurezza, non è possibile aggiungere 27 bancarelle a quelle già installate. Quest'ultima decisione è stata dettata dalle nuove regole per gli eventi all'aperto (predisposte dopo la tragedia di Torino del 2017) che prevede un piano studiato con la Prefettura, con vie di fuga ampie, monitoraggio degli accessi e la suddivisione in settori delle piazze.
L'esclusione dal centro storico
Insomma, le contestazioni dei commercianti, almeno a livello burocratico, non possono essere accolte: se il bando dice una cosa, quella è. E c'è stato poco da fare anche sulle contestazioni secondo cui, i commercianti, soltanto giovedì stesso avrebbero saputo che a loro sarebbero spettati piazza del Quadrato e viale Italia soltanto giovedì (anche se qualcuno aveva sentito voci nei giorni precedenti, ma niente di ufficiale). In risposta a ciò, nessuno dei 27 commercianti ambulanti aprirà la propria bancarella, perché stare fuori dalla ztl per loro è solo uno spreco di tempo, visto che quelle zone non saranno frequentate da nessuno e perché tutti saranno in centro. Ma se gli atti gli danno contro, cosa hanno da protestare i commercianti ambulanti? Il fatto è che loro si sentono veramente esclusi dal centro storico. Per oltre 30 anni hanno occupato ogni 4, 5 e 6 gennaio piazza del Popolo e anche lo scorso anno sono riusciti a farlo, grazie alla chiusura anticipata delle casette di legno. Quest'anno, invece, il bando per il mercatino di Natale ha previsto l'apertura delle casette fino al 6 gennaio compreso e tale manovra ha di fatto impedito ai commercianti anche soltanto di partecipare alla gara. Loro, d'altronde, sono i commercianti della Befana, non di tutte le feste natalizie. E per il primo anno non potranno essere in piazza del Popolo.
Fino a ieri, anche i commercianti delle casette di legno avevano espresso malcontento per un'eventuale separazione dei due mercatini (quello della ztl e quella di piazza del Quadrato) perché tale manovra, al contrario di quanto sostengono gli ambulanti, avrebbe diviso l'utenza in due piazza anziché concentrarla in una. Ma il problema, a quanto pare, non ci sarà: gli ambulanti «non si sono accontentati» e non apriranno le bancarelle.