Un paio di giovani allo sportello e l'atrio vuoto, la macchinetta erogatrice dei biglietti che regolano la fila è ufficialmente guasta. Ma in fondo non serve in questo silenzio surreale che avvolge l'ufficio per l'impiego di Sezze Scalo, uno dei cinque della provincia di Latina. Vuoto, come sono vuote le bacheche con le offerte di lavoro e il piazzale della stazione ferroviaria, ghiacciata alle dieci del mattino quando chi deve lavorare sta nei campi già da quattro ore oppure ha preso un treno ed è arrivato a Roma Termini. Anche quaggiù, in questa piccola oasi della vasta rete degli Uffici per l'impiego, arriverà tra un po' di settimane la valanga dei regolamenti per l'attuazione del Reddito di cittadinanza, la cui entrata in vigore giusto ieri è slittata di una settimana. Con sollievo degli operatori di tutte le sedi che, in silenzio, sperano non arrivi mai. Non perché vogliono boicottare i disoccupati ma in quanto sono consapevoli che le difficoltà saranno insormontabili.

«Partiamo dalle piccole cose, - dicono gli operatori di Sezze Scalo - qui siamo in dieci e abbiamo 17000 iscritti. Lo stesso autore dell'istituto del Reddito di cittadinanza dice che perché possa funzionare serve l'assunzione di 10mila ‘navigator', ossia gli assistenti che seguono chi cerca lavoro. Beh diecimila nuove assunzioni sono, esse sì, una svolta, ma questa è un'altra storia». Per la verità se in questo ufficio pronunci la parola «navigator» un po' ti guardano male perché intanto gli attuali operatori dello sportello già svolgono il ruolo di coach e un po' perchè sanno che il navigator, o comunque lo si voglia chiamare, funziona se esiste un'offerta di lavoro. In questa provincia, invece, c'è solo la domanda, molto alta e senza risposte. Le aziende non sono tenute ad assumere tramite gli Uffici per l'impiego e dopo la liberalizzazione dei primi anni duemila l'incontro tra domanda e offerta avviene quasi sempre direttamente tra lavoratore e azienda; quest'ultima in autonomia valuta i curricula e le proposte. Poi ci sono le agenzie interinali, in larga parte partecipate dalle holding che dunque hanno una sorta di servizio in house e a tutto questo si sono aggiunte di recente le piattaforme internet. Inoltre c'è il sistema nazionale Anpal, l'agenzia in rete dove chiunque si può iscrivere. Cosa resta agli uffici per l'impiego locali? Quasi nulla in relazione al mercato del lavoro, il grosso dell'attività del Centro è fatta di certificati necessari per accedere al welfare dei Comuni. E' utile dare uno sguardo alla bacheca dell'Ufficio per l'impiego per comprendere quanta distanza ci sia tra la nuova legge e la realtà. Contiene due annunci per un manutentore e un carrellista con la seguente postilla: per velocizzare l'iter ci si può rivolgere direttamente all'agenzia interinale.