Cala il sipario sulla lottizzazione abusiva del Villaggio del Parco di Bella Farnia. Con la sentenza depositata ieri, la Corte di Cassazione ha messo la parola fine a una vicenda giudiziaria cominciata nel 2006 con il sequestro di circa 300 unità abitative quasi ultimate dall'impresa Petrarca Costruzioni, che aveva ottenuto dal Comune di Sabaudia il permesso di realizzare un centro residenziale per anziani, con annessi servizi di assistenza medico-ricreativa.
I giudici della Cassazione, chiamati a pronunciarsi sul ricorso promosso da alcuni imputati contro la sentenza della Corte di Appello del 2012 che riconosceva la sussistenza del reato di lottizzazizone abusiva e disponeva la confisca del bene sequestrato, ha annullato quella sentenza nei confronti di Carmine Ciccone e Carmen Lorenzi, titolari della Petrarca Costruzioni, con rinvio ad altra sezione della Corte di Appello di Roma, limitatamente al reato di abuso d'ufficio. Sono stati invece rigettati i ricorsi dei due per le altre statuizioni della sentenza impugnata. Anche i ricorsi promossi dalle parti civili sono stati accolti con rinvio: i 116 acquirenti o promissari acquirenti che si erano visti riconosciuto il diritto alla restituzione delle somme versate alla Petrarca Costruzioni, possono sperare di vedersi riconosciuto anche il diritto al risarcimento del danno subito. 
In entrambi i casi, le decisioni future della Corte d'Appello non potranno riguardare la contestazione della lottizzazione abusiva né quella conseguente della confisca, che sembra definitivamente consegnata all'esecuzione.
Tredici anni dopo il clamoroso sequestro dell'immobile a seguito di una ispezione in cantiere da parte del Nipaf dell'allora Corpo Forestale, è stata pronunciata la prima sentenza definitiva sulla sostanziale ragione del contendere, e cioè se i manufatti realizzati a Bella Farnia fossero da considerarsi la legittima e conseguente derivazione degli atti prodotti dall'amministrazione comunale di Sabaudia, oppure il risultato di un abuso d'ufficio dal quale la Petrarca Costruzioni avrebbe ottenuto un indebito vantaggio patrimoniale. La variante urbanistica concessa in zona agricola per consentire la realizzazione di un centro residenziale socio assistenziale per anziani, avrebbe lasciato il passo, secondo un'accusa che ha mostrato di reggere nel tempo, ad una speculazione edilizia che aveva trovato nella parcellizzazione delle unità immobiliari realizzate con la veste del progetto unitario e indivisibile, l'escamotage per vendere in modo frazionato quei mini appartamenti come fossero normali residenze o case per le vacanze. Dov'era finito il progetto sociale che aveva consentito l'adozione della variante? Forse lo diranno le motivazioni della sentenza depositata ieri.